Castagnole con la ricotta dell’altopiano di Asiago

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Siamo in vacanza, abbiamo la ricotta buona buona di montagna, è l’ultimo di Carnevale… possiamo prepararci un’ottima merenda!!!

Ingredienti

300 g di farina

200 g di ricotta

80 g di zucchero

1 limone

1 cucchiaino di lievito per dolci

1 pizzico di sale

3 uova

Mescolate la farina, lo zucchero, il sale, il lievito e, uno alla volta, le uova. Unite la buccia del limone grattugiata e la ricotta.

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Se necessario aggiungete della farina per ottenere un impasto che non appiccica le dita. Formate dei rotolini di pasta, tagliateli della misura di circa 2 cm, quindi formate tante palline, poco più piccole di una noce.

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Friggete le castagnole in olio già caldo, girandole per farle dorare.

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Fatele asciugare su carta da cucina e rotolate nello zucchero semolato  (o spolverizzate con zucchero a velo).

Dentro rimangono morbide e fuori sono friabili … provare per credere!

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Galàni della nonna (o cròstoli ?) … di chiacchiere trattasi!

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Crescere in campagna al confine tra due province del Veneto ti lascia in eredità dubbi bizzarri sul nome “corretto” (ovviamente in dialetto) dei cibi più tradizionali, così come succede per gli oggetti di uso quotidiano, gli stati d’animo e … le esclamazioni!!

A Carnevale, tanto per fare un esempio, la mia mamma é sempre stata insuperabile nella preparazione dei “galani” (per lei che é veronese) ma oggi ho provato la sua ricetta per fare i “crostoli” con le mie bimbe … vicentine. Chiamali come vuoi, sono venuti proprio bene e ci siamo divertite un sacco, anzi un cesto!, con tanto di complimenti da parte della nonna.

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Ingredienti (per iniziare, da raddoppiare o triplicare a seconda del tempo a disposizione)

– 1 uovo

– 400 g di farina

– 3 cucchiai di zucchero colmi

– 1 bicchierino di grappa

– 1 bicchiere di latte

– 50 g di burro fuso

– 1 bustina di vanillina (facoltativa)

– 1 pizzico di sale

– il succo di mezzo limone

– 3/4 di bustina di lievito in polvere

Sbattete l’uovo con lo zucchero, quindi aggiungete il sale, la grappa, il latte, il burro, il limone e un po’ alla volta, la farina, la vanillina e il lievito setacciati.

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Aggiungete farina fino ad ottenere un impasto compatto e che non appiccica, che lascerete riposare coperto per una mezz’oretta.

Nel frattempo preparate la macchina per fare la sfoglia, liberate il tavolo e pianificate il lavoro di gruppo perché si inizia a fare le strisce (senza le mie bimbe non ce l’avrei mai fatta!).

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Dividete l’impasto in piccole palline e stendetelo ripassandolo più volte, fino ad ottenere una sfoglia sottile (più sottile é, più il galano é friabile).

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Tagliate la sfoglia con la rondella per formare dei rettangoli che andrete a friggere in olio caldissimo (170 gradi circa), girandoli una volta.

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Scolateli dall’olio e fateli asciugare su della carta da cucina. Quando i galani sono freddi spolverizzate con dello zucchero a velo.

Si conservano al fresco per una settimana, diventando ancora più buoni, secondo me, dopo un paio di giorni… confesso che da bambina li andavo a “rubacchiare” dove li parcheggiava mia mamma e mi ricordo bene il profumo di fritto dolce che mi accoglieva non appena aprivo la porta.

Buon Carnevale

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Il Pandoro delle Feste

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Il mio Babbo Natale (si sa, ognuno ha il proprio!) quest’anno mi ha regalato una fantastica impastatrice planetaria: non mi sembra vero, ora posso impastare di tutto!!

Come primo esperimento non potevo che pensare al pandoro, il tipico dolce delle Feste che piace tantissimo anche ai bambini ed é originario della nostra regione, il Veneto.

Si narra infatti che il suo antenato sia il pan de oro, un dolce conico veneziano, che veniva ricoperto da sottili foglie di oro, mentre la tradizione veronese lo fa discendere dal nadalin, un dolce a cinque punte, non particolarmente alto, creato per festeggiare il primo Natale dopo l’investitura dei nobili Della Scala a signori di Verona. Di ufficiale c’é sicuramente la data in cui il pasticcere veronese Domenico Melegatti ottenne dal Regno d’Italia il brevetto per il pandoro come lo conosciamo oggi: piramide tronca ad otto punte, impasto morbido e alto, zucchero a velo. Da quel momento, 14 ottobre 1894, il dolce divenne il simbolo di Verona e del Natale.

Prepararlo con le proprie mani, con ingredienti selezionati e tanta cura, é divertente e tutto sommato facile, grazie alla mia nuova aiutante in cucina. Basta iniziare per tempo, perché richiede almeno 6 ore in tutto per la lievitazione, oltre al tempo necessario per i 3 impasti e la cottura. Indispensabili un’impastatrice e lo stampo, che ho trovato in un famoso sito di e-commerce.

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Ingredienti per un pandoro da 1 kg

– 470 g di farina bianca 00

– 10 g di lievito di birra

– 8 uova

– 140 g di zucchero

– 290 g di burro o margarina

– 2 bustine di vanillina

– rum (facoltativo)

– Zucchero a velo

Iniziate con il preparare la biga o lievitino, sciogliendo il lievito in 50 g di acqua tiepida e aggiungendo 70 g di farina. Raccogliete in una palla e fate lievitare in un luogo caldo fino al raddoppio del volume (circa un’ora).

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Ora entra in scena lei… é o non é bella?!?!

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Preparate il primo impasto mescolando 2 uova con 130 g di farina bianca, 40 g di zucchero e 40 g di burro; aggiungete la biga e lasciate che lavori per almeno un quarto d’ora, fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Quindi riponete a lievitare per un’altra ora o fino al raddoppio del volume.

Per il secondo impasto aggiungete al primo 270 g di farina bianca, 100 g di zucchero, 3 g di sale, 3 uova, 3 tuorli, la vanillina, 4 gocce di rum e 250 g di burro ammorbidito. Aggiungete le uova una alla volta, così come il burro, un pezzetto all volta, sempre impastando. Fate lavorare la vostra assistente per almeno 40 minuti, fino a quando l’impasto risulterà elastico e facilmente staccabile dalle pareti della ciotola.

Raccogliete l’impasto in una palla e adagiatelo nello stampo imburrato.

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Coprite con della pellicola e lasciate lievitare fino a quando raggiunge il bordo (serviranno circa 4 ore).

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Finalmente potete cuocere in forno preriscaldato a 150 gradi, per circa 45 minuti.

Quando sarà dorato, togliete il pandoro dal forno e lasciatelo raffreddare nello stampo per mezz’oretta.

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Capovolgete il pandoro e lasciatelo raffreddare completamente in una griglia. Conservatelo chiuso fino al momento di servirlo. A differenza dei pandori indistriali si può spolverizzare con lo zucchero a velo anche qualche ora prima di consumarlo, e non si scioglierà…

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Vi consiglio di prepararlo almeno il giorno prima, per permettere ai sapori di fondersi.

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Buone feste!

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Biscotti al miele e cannella

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La nostra ricetta natalizia non può essere che qualcosa preparato con le bimbe: questi biscotti dal sapore dolce e avvolgente sono perfetti per pasticciare, creare, disegnare, assaggiare, regalare, insomma … giocare – in cucina!

Ingredienti per circa 40 biscotti

– 250 g di farina bianca

– 100 g di zucchero

– 60 g di miele o, in alternativa, di zucchero di canna

– mezzo cucchiaino di lievito in polvere

– 120 g di burro ammorbidito

– 1 uovo

– 1 cucchiaino di cannella in polvere

– 2 cucchiaini di cacao amaro

– 1 albume per la glassa

– zucchero a velo

– coloranti alimentari

Mescolate tutti gli ingredienti secchi (farina, zucchero, cacao, cannella, lievito), quindi aggiungete l’uovo, il miele e il burro.

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Lavorate velocemente, create una palla e ponete in frigorifero a riposare per almeno mezz’ora.

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Stendete la pasta su un piano infarinato e ricavate i biscotti con le formine.

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Posizionate i biscotti su della carta da forno e cuocete a 180 gradi per 10 minuti.

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Per decorarli potete utilizzare una glassa bianca o colorata.

Montate l’albume con qualche goccia di limone; quando é spumoso aggiungete lo zucchero a velo fino alla giusta consistenza. Dividete la glassa in diverse ciotoline per aggiungere il colorante, decorate i biscotti utilizzando una sac a poche o una piccola siringa e attendete che si asciughi.

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Buoni preparativi per le feste!

La Sbrisolona di Mantova

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Visitare Mantova é un’esperienza interessante e gustosa da tanti punti di vista: per l’arte, la natura e la cucina. Ci sono tante cose da fare, anche con i bambini: immergersi nel rinascimento dei Gonzaga visitando il Palazzo Ducale, pedalare o passeggiare lungo il  Mincio, navigare in battello dai laghi fino al Po’, passeggiare nel vivace centro storico, stupirsi a Palazzo Te… Ma arriviamo al dunque, ovvero mangiare, gustare, assaporare i piatti tipici della città: i tortelli di zucca, il risotto alla pilota, il salame, la torta di tagliatelle e la mitica sbrisolona, solo per citarne alcuni.

Noi ci siamo proprio divertiti: le bambine, in particolare, a scoprire gli effetti ottici degli affreschi nella sala degli specchi-altro che occhialini 3D!!- e noi “grandi” a stuzzicare il palato.

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Come souvenir abbiamo portato a casa la sbrisolona e la voglia di rifarla: ora, con l’arrivo dell’autunno, si gusta proprio volentieri questa torta dal sapore rustico, dato da ingredienti semplici, così facile da fare che rimarrà sicuramente intramontabile, anche nella nostra cucina familiare.

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Ingredienti

– 200 g di farina bianca

– 200 g di farina di mais fine

– 200 g di zucchero

– 200 g di burro a temperatura ambiente

– 2 uova (solo tuorli)

– 150 g di mandorle pelate

– 50 g di mandorle non pelate

– un limone (meglio se biologico)

– un pizzico di sale

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Lavorate il burro per renderlo cremoso e continuate aggiungendo i tuorli d’uovo.

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Tritate non troppo finemente le mandorle pelate, lasciando da parte le altre.

In una ciotola capiente miscelate le farine con lo zucchero, aggiungete le mandorle tritate, la buccia grattugiata del limone e un pizzico di sale.

Aggiungete il burro con le uova e amalgamate con le mani velocemente per non scaldare l’impasto.

Adagiate a tocchetti l’impasto su una tortiera imburrata e infarinata (o rivestita con carta da forno), compattandolo leggermente solo sul fondo.

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Sbriciolate con le mani tutto l’impasto, decorate con le mandorle non pelate e cuocete in forno statico a 180 gradi per circa un’ora, finché sarà dorata e il profumo avrà invaso la casa!

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Lasciate raffreddare la sbrisolona e, a piacere, spolverizzate con dello zucchero semolato prima di servire.

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E visto come é andata con questa ricetta mantovana, dobbiamo provare anche tutte le altre!

Torta soffice di mele renette

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L’autunno é una stagione generosa e affascinante, lo sappiamo, ma ogni anno non riesco a fare a meno di sorprendermi nel contemplarne i frutti e i colori.

Le mele, ad esempio, in questo periodo sono buonissime e succose e le renette, in particolare, hanno quel gusto “frizzante acerbo” che rinfranca: ottime per una torta soffice da gustare a colazione o a merenda!

Ingredienti

– 3 mele renette

– 3 uova

– 300 g di farina bianca

– 60 g di burro

– 200 g di zucchero

– 1 bustina di lievito in polvere

– 1 bicchiere di latte

– 1 limone

– 1 cucchiaino di cannella in polvere (facoltativo)

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Preparate le mele: dopo averle sbucciate, tagliatene metà a fette sottili e metà a pezzetti e irrorate con il succo di limone.

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Separate gli albumi dai tuorli e montate i primi a neve.

Mescolate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, quindi aggiungete il burro fuso e, sempre mescolando, la farina setacciata con il lievito e la cannella. Aggiungete un po’ alla volta il latte e per ultimi, delicatamente, gli albumi.

Ora non resta che aggiungere all’impasto le mele a pezzetti (anche con il succo di limone), versare il tutto su una tortiera imburrata e infarinata e disporre a raggiera le fettine di mele.

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Adagiate dei fiocchetto di burro, spolverate con della cannella se vi piace, quindi infornate e gustatevi il profumo che si diffonderà…

La torta cuoce in circa un’ora a 180 gradi e si può apprezzare subito, ancora tiepida… anzi, sarebbe un peccato non farlo!

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Torta al grano saraceno … in ricordo del Sud Tirolo

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Ormai é ripartita anche la scuola, con tutte le riunioni connesse, e ci troviamo catapultati nel solito vortice lavoro-attività delle bimbe-rubarsi la tv-a letto presto-arrivare al venerdì!

Insomma, le vacanze estive sono un ricordo che diventa ogni giorno più dolce…soprattutto se apro l’ultimo libro di ricette che ho acquistato a San Candido e si intitola, guarda caso, Cucina tradizionale del Sudtirolo (scritto da Hanna Perwanger, Athesia editore), per provare una delle torte più tradizionali della zona, al grano saraceno e mirtilli. É facile da fare, viene alta, soffice e, con l’acidulo dei mirtilli, ha un gusto pieno e sostanzioso, come tutto quello che si mangia in montagna! Che bella vacanza…magari vi racconterò dell’Alta Pusteria con le prossime ricette, perfette per l’autunno…

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Ecco perché, al momento, questo é il mio libro di ricette preferito, che sfoglio prima di dormire, aspettando l’occasione giusta per mettermi ai fornelli e partecipare al contest di Betulla…

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Ingredienti:

– 250 g di burro ammorbidito

– 250 g di zucchero

– 250 g di mandorle spellate

– 250 g di farina di grano saraceno

– 1 bustina di zucchero vanigliato

– 1 bustina di lievito in polvere

– un pizzico di cannella (facoltativo)

– composta di mirtilli rossi

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Tritate le mandorle fino ad ottenere una farina “granulosa”.

Mescolate il burro con 150 g di zucchero e i tuorli d’uovo fino ad ottenere un composto spumoso.

Montate a neve gli albumi con il rimanente zucchero. Setacciate la farina con il lievito ed unite tutti gli ingredienti, mescolando con cautela per non smontare le uova.

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Imburrate una tortiera con cerchio apribile e infornate a 185 gradi per circa 40 minuti (forno ventilato).

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Appena raffreddata, tagliatela e farcite la con i mirtilli.

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Decoratela con dello zucchero a velo (ho trovato questo utilissimo “alza-torta” traforato, perfetto per le bimbe)…

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…e servite! Se volete esagerare, accompagnate con della panna montata e un po’ di cannella: al solo pensiero  mi  sembra di essere in un rifugio dell’Alto Adige, a prendere fiato dopo una bella sciata!

Crostata ai frutti di bosco

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La crostata alla frutta é un dolce che mi é sempre piaciuto fare: si usano i colori della natura per dipingere un quadro fresco e croccante che non può che regalare un momento di delizia a chi lo condivide! E ogni volta basta variare la frutta per avere un’opera diversa…

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Calcolate un paio di ore di tempo tra preparazione, raffreddamento e cottura: se avete la fortuna di avere delle piccole aiutanti come me, sarà un gioco molto gratificante!

Ingredienti per la pasta frolla:

– 300 g di farina

– 150 g di burro ammorbidito

– 120 g di zucchero

– la buccia grattugiata di mezzo limone

– 2 uova (solo tuorli)

– un pizzico di sale

Per la farcitura

– 2 uova (solo tuorli)

– 50 g di zucchero

– 25 g di fecola o farina bianca

– la buccia di mezzo limone

– 250 ml di latte

– frutti di bosco misti (mirtilli, fragole, lamponi)

– una manciata di foglie di menta selvatica

– 1 bustina di gelatina per torte

Preparate la pasta frolla mescolando zucchero, burro e farina, un pizzico di sale, i due tuorli e la buccia grattugiata di mezzo limone. Lasciate riposare l’impasto in frigorifero, coperto, per almeno mezz’ora.

Preparate la crema: mescolate i due tuorli con lo zucchero, quindi aggiungete la farina di fecola e, poco alla volta, il latte. Tagliate un paio di strisce di buccia di limone, aggiungetele alla crema e cuocete, sempre mescolando, fino a che raggiunge una media densità.

Stendete la pasta in una tortiera prevedendo dei bordi abbastanza alti e bucherellate con una forchetta.

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Se avanzate della pasta potete creare un biscotto come ha fatto Vittoria!

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Mettete a cuocere la base della crostata in forno caldo a 175 gradi (ventilato) finché diventa dorata (40 minuti circa).

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Attendete che si raffreddi, quindi versate la crema (dopo aver eliminato le scorze del limone) e adagiate la frutta pulita e ben asciutta.

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Decorate con delle foglie di menta, quindi preparate la gelatina e ricoprite la frutta.

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Fate raffreddare in frigorifero fino al momento di servire.

Baci di dama Vittoria

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In questa strana estate capita spesso di dover rimanere in casa perché fuori piove…così, un po’ per consolarci e un po’ per impegnare la nostra frenetica Vittoria, ci siamo messe all’opera per preparare questi deliziosi biscotti. Il divertimento maggiore – e inaspettato – é stato vedere la pazienza e la precisione della mia piccola aiutante, che ha pesato una per una le palline di pasta frolla, perché dovevano risultare di 6 grammi ciascuna, non uno in più e non uno in meno! Ma alla fine aveva ragione: in pasticceria ci vuole precisione…

Ingredienti per circa 70/80 baci (circa 2 ore per la preparazione)

– 200 g di farina bianca

– 200 g di fecola

– 200 g di burro ammorbidito

– 150 g di mandorle spellate

– 125 g di zucchero a velo

– 60 g di zucchero semolato

– 2 uova

– 100 g di cioccolato gianduia

Tritate finemente le mandorle con lo zucchero semolato che ne assorbirà l’olio, fino ad ottenere una farina.

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Lavorate il burro a crema, quindi aggiungete la farina, la fecola, lo zucchero, la farina di mandorle e le uova.

Lavorate la pasta fino ad ottenere un impasto omogeneo, quindi ponete a riposare in frigorifero per almeno mezz’ora.

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Dividete l’impasto in tante piccole palline di 6 grammi ciascuna (pesare per credere!) e posizionatele sulla placca da forno rivestita di carta, distanziate tra loro e leggermente schiacciate.

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Cuocete in forno caldo a 170 gradi per circa 15/20 minuti, ovvero fino a quando i biscotti saranno leggermente dorati alla base, quindi lasciatele raffreddare su una graticola. La cottura dipende anche dai vostri gusti: se la prolungate un po’ diventeranno più friabili, al contrario rimarranno morbidi e più chiari di colore.

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Nel frattempo sciogliete (a bagnomaria, in microonde o sul fuoco bassissimo) il cioccolato e lasciatelo raffreddare mescolando ogni tanto.

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Unite due a due i biscotti per creare il “bacio”, adagiando con un cucchiaino un po’ di cioccolato fuso nel mezzo. Anche qui l’aiuto di Vittoria é stato fondamentale: lei decideva gli accoppiamenti in base alle misure….millimetriche!

Lasciate raffreddare completamente il cioccolato (anche in frigorifero) e servite. Si possono conservare in un contenitore ben chiuso per un paio di giorni.

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Che soddisfazione! E lasciamo che piova….

Torta alle ciliegie e grano saraceno

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Le ciliegie sono un frutto delizioso, dall’apporto calorico basso e con tante proprietà benefiche: oltre a contenere vitamine, fibre e potassio sono ricche di melatonina, potente antiossidante e regolatrice del ciclo sonno-veglia…mangiare troppe ciliegie, insomma, non crea problemi alla linea ma potrebbe avere effetti sedativi!

Purtroppo una volta raccolte le ciliegie non hanno una lunga durata: ecco l’occasione per fare una torta dall’aspetto un po’ rustico, ottima tiepida appena sfornata ma anche il giorno dopo in pausa caffé!

Ingredienti

– 700 g di ciliegie mature

– 100 g di burro ammorbidito

– 100 g di zucchero di canna

– 200 g di grano saraceno

– 50 g di farina

– 2 uova

– 1 bicchiere di latte

– un pizzico di sale

– mezza bustina di lievito in polvere

– zucchero a velo per decorare

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Lavate e snocciolate le ciliegie.

Sbattete lo zucchero con il burro, aggiungete il sale, le uova, il latte, il lievito e le farine. Alla fine aggiungete le ciliegie mescolando delicatamente.

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Versate l’impasto in una tortiera foderata con carta da forno e cuocete a 180 gradi per circa un’ora.

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Ecco il risultato…

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Quando é tiepida spolverate con dello zucchero a velo… rustica ma dal sapore elegante, che ne dite?

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