Fagottini di ricotta di Asiago su crema di asparagi verdi

La Primavera nel piatto!

Prendetevi un paio d’ore da dedicare alla cucina e avrete un piatto bello da vedere, dai sapori delicati.

Ingredienti per 8 persone

Per le crespelle:

– 4 uova

– 200 gr di farina bianca

– 600 ml di latte

– sale

Per la crema di asparagi:

– 500 gr di asparagi verdi

– mezzo litro di brodo vegetale

– 1 porro

– sale, pepe, olio

Per il ripieno:

– 600 gr di ricotta di Asiago

– basilico

– erba cipolina

Per prima cosa preparate la pastella per le crespelle, mescolando le uova con la farina, un pizzico di sale e il latte a filo. Lasciate riposare l’impasto per una mezz’oretta.

Nel frattempo pelate gli asparagi, mettendo da parte le punte; tagliateli a pezzetti e passateli in padella con un po’ d’olio e il porro sminuzzato.

Fate cuocere, coperti, per almeno un quarto d’ora aggiungendo il brodo vegetale. Alla fine frullate il tutto.

Preparate il ripieno: sminuzzate alcune foglie di basilico e di erba cipollina e mescolatele alla ricotta. La quantità di erbe è a piacere: potete anche aggiungere altre erbe aromatiche, come il timo o l’origano. Aggiustate di sale e pepe.

Cuocete le crespelle: un mestolo abbondante di impasto per ciascuna, girandole una volta.

Quando si sono raffreddate, riempite le crespelle con una cucchiata abbondante di ripieno e legatele, a mo’ di sacchettino, con una foglia di erba cipollina.

Disponete i fagottini in una pirofila, adagiateci delle noci di burro e delle scaglie di formaggio grana (Asiago mezzano nel mio caso) e infornate a 180 gradi per 20-25 minuti.

Nel frattempo scaldate in una padella un filo di olio e una noce di burro e fate saltare le punte degli asparagi, aggiungendo un po’ di brodo e aggiustando di sale e pepe.

Ora non vi resta che impiattare: nel fondo la crema di asparagi, da una parte il fagottino e infine le punte per decorare.

Vi chiederanno il bis: ma con le dosi che ho indicato un paio di crespelle in più le avrete!

Risotto alle ortiche con Asiago mezzano

Oggi ho coinvolto le mie bimbe nel raccogliere erbe di campo: loro ortiche, io tarassaco. Armate di guanti fucsia ne hanno raccolto un bel sacchetto, cercando le foglie più piccole e sane. E con grande meraviglia del piccolino, quando lo convincevo che le ortiche una volte cotte non sono più urticanti, ne è uscito un buonissimo risotto, dal gusto di Natura: fresco, generoso, salutare.

Ingredienti per 5 persone (2  adulti e 3 bambini):

– 400 g di ortiche (con lo stelo)

– 1 litro di brodo vegetale

– 2 bicchieri di riso Vialone nano

– 1 porro 

–  burro 

– Asiago mezzano per mantecare

Per prima cosa preparate il brodo vegetale  (sedano, cipolla, carota).

Staccate le foglie di ortica dagli steli (sempre con i guanti) e lavatele bene.

In un tegame mettete un filo d’olio, quindi aggiungete le foglie di ortica e mezzo bicchiere d’acqua. Cuocetele per circa 10 minuti.

Nel frattempo affettate finemente il porro e fatelo appassire in un po’ d’olio.

Aggiungete il riso e fatelo tostare, quindi iniziate la cottura del riso con il brodo.

Dopo 5 minuti potete aggiungere le foglie di ortica, sminuzzate con un coltello o frullate se preferite un colore più uniforme del risotto.

A cottura quasi ultimata mantecate il risotto con del burro e dei cubetti di Asiago mezzano (se  di malga come il nostro ancora meglio!).

Ai bimbi è piaciuto, ai grandi anche di più: la soddisfazione di aver raccolto le ortiche passeggiando in relax gli dà ovviamente quel gusto ulteriore…da provare!

Zuppa Cimbra

Di una giornata sulla neve nell’Altopiano di Asiago, con gli sci da fondo, rimangono tante cose: paesaggi, sole, silenzi, meraviglia e perché no anche fatica…fatica quella bella, che aumenta la soddisfazione di esserci e che si fa presto a compensare, per esempio con un semplice pranzo in un rifugio sperduto…E così ho portato a casa anche una ricetta, da rifare ai fornelli e per tutta la famiglia. 

Ingredienti per 6 persone

– 350 g di orzo perlato

– 1 carota

– 1 costa di sedano

– 1 patata grande

– 1 porro

–  1 zucchina

– 1,5 hg di Speck di Asiago affettato

– 1 mazzetto di erba cipollina

– qualche fetta di pane

– grana grattugiato

– 1 hg di burro

– 2 litri circa di brodo di carne.

Lavate e mondate le verdure, tagliatele a piccoli cubetti e mettetele a rosolare con il burro (in dose abbondante perché ci vuole!) e un po’ di brodo perché non attacchino.

Quando le patate sono morbide aggiungete l’orzo risciacquato (se lo prendete integrale dovrete rispettare il tempo dell’ammollo) e fate insaporire qualche minuto. Quindi coprite con il brodo e fate cuocere per circa 40 minuti, aggiustando di sale (non troppo) e pepe.

Aggiungete brodo ogniqualvolta la zuppa si asciuga e solo alla fine insaporite con lo speck tagliato a listarelle sottili (tenendo qualche fetta per la decorazione) e il formaggio grana.

Trasferite nelle ciotole, cospargete con erba cipollina tritata e decorate con una fetta di pane e speck.

È di sicuro un piatto semplice ma confortevole, che potete “alleggerire” usando acqua al posto del brodo.

Se siete curiosi della cultura cimbra, che ha radici anche nell’Altopiano di Asiago, potete curiosare qui.

Risotto zucca e rosmarino, mantecato con Il Gallio (Pennarone affumicato)

Stasera ci siamo rubati il risotto! Non servono altre  immagini per sottolineare la bontà di tre ingredienti semplici che insieme creano un gusto … che va a ruba!

Ovviamente l’ingrediente principe è Il Gallio, un formaggio tenero prodotto ad Asiago, il Pennarone, affumicato poi in modo naturale. Nel sito del Caseificio Pennar, che con passione lo produce, viene descritto come “un prodotto che assembla le caratteristiche migliori dei formaggi dolci dell’arco alpino: il suo sapore rievoca caratteristiche tipiche del formaggio Asiago, del Latteria e del Fontina, armoniosamente unite con sapiente maestria”.

È perfetto per mantecare: si scioglie e fila, rilasciando gli aromi dell’affumicatura.
Insomma, avete capito che il risotto lo fa Il Gallio, tutto il resto è una semplice ricetta che per comodità vi riassumo.

Ingredienti per 5 persone  (2 adulti e 3 bambini):

– 200 g di zucca già pulita;

– 1 rametto di rosmarino;

– 2 bicchieri e mezzo di riso Vialone nano o Carnaroli;

– una manciata de Il Gallio a pezzetti;

– 1 litro circa di brodo vegetale (carota, cipolla e sedano);

– mezza cipolla;

– olio evo, sale e pepe q.b.

Preparate il brodo vegetale; nel frattempo tagliate la zucca a pezzetti e sminuzzate le foglie di rosmarino.

Mettete a soffriggere la cipolla, aggiungete la zucca e il rosmarino, fate rosolare qualche istante, quindi aggiungete un po’ di brodo e lasciate cuocere per circa 10 minuti.

Quando la zucca è tenera aggiungete il riso, fate asciugare e quindi procedete come un qualsiasi risotto, mescolando di continuo, aggiungendo brodo quando serve e regolando di sale e pepe.

Quando manca poco alla cottura desiderata del riso, aggiungete Il Gallio e mantecate per farlo sciogliere.

Io non aggiungerei niente altro: si impiatta così, semplice e “rotondo”, pronto a farsi rubare.

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Risotto con cime di broccolo e zafferano

20161103_195150.jpgTutti sappiamo quanto sia importante variare l’alimentazione e prediligere la verdura di stagione, ma sarete concordi con me che non è facile combinare i doni della Natura in autunno, soprattutto con i bambini… Per fortuna ho scoperto questa ricetta per un saporito risotto autunnale, risultata molto apprezzata. Inoltre, non essendoci bisogno del brodo, è anche veloce!

Ingredienti per 5 persone (2 adulti e 3 bambini)

  • 1 testa di broccolo
  • mezza cipolla
  • 1 bustina di zafferano
  • 2 bicchieri di riso Vialone nano
  • Olio evo, sale, pepe
  • Burro e parmigiano per mantecare

Per prima cosa lavate le come di broccolo, tagliatele a pezzetti e lessatelo (al dente), conservando il brodo di cottura.

Mettete ad appassire la cipolla sminuzzata, quindi saltate il broccolo per qualche minuto.

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Mettete da parte metà della verdura e aggiungete il riso per farlo tostare. Se vi piace, sfumate con del vino bianco (io non vado matta e salto questo ingrediente), quindi aggiungete il brodo del cavolo – che “del cavolo” proprio non è! – e proseguite la cottura come si addice ad un risotto.

Dopo 5 minuti aggiungete lo zafferano.

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A cottura quasi ultimata versate i pezzi di broccolo rimasti, quindi mantecate con burro e parmigiano.

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L’autunno è servito!

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Spaghetti alla busara  (con scampi e pomodoro)

Un tipico piatto veneziano veramente speciale…solo scrivendo gli ingredienti le papille gustative si rimettono in moto!!

Già il nome è un programma: sembra che derivi da “buzera” ovvero “bugia-imbroglio” perché i pescatori veneti cuocevano gli scarti degli scampi con vino e pomodoro spacciandoli per un piatto prezioso; secondo altre fonti la “busera” è la pentola in coccio usata nelle navi della Serenissima.

Quale ne sia l’origine, è un insieme di gusti che si apprezza da secoli e non può che essere così per la semplicità e nobiltà delle materie prime!

Ingredienti per 4 persone:

– 1/2 kg di scampi freschi (16 di medie dimensioni)

– 4 hg di spaghetti

– 1/2 cipolla bianca media

– 1 spicchio d’aglio

– 4 hg di pomodorini datterino

– vino bianco secco

– sale, pepe o peperoncino (facoltativo)

– prezzemolo

– olio extra vergine d’oliva

Per questa ricetta, come per tutti i piatti di pasta da spadellare, vi consiglio una grande padella di alluminio: è il nostro ultimo acquisto in cucina e sta avendo un grande successo; unica accortezza, controllare spesso il fuoco perché cuoce molto più in fretta.

Tornando alla busera, per prima cosa lavate gli scampi e tagliate il guscio internamente, per il lungo, con le forbici. Qualcuno suggerisce di sgusciare gli scampi ma secondo me è un peccato…è più divertente aprirli con le mani e succhiare le chele, i miei bimbi ne vanno matti.

Preparate un trito con la cipolla e l’aglio e fate rosolare in un po’ d’olio evo.

Adagiate gli scampi, salate e pepate e fate cuocere per circa 5 minuti, quindi metteteli da parte.

Sfumate con del vino bianco e aggiungete i pomodori tagliati a metà. Nel frattempo mettete a bollire l’acqua per la pasta e quando la salsina di pomodoro vi sembra a buon punto buttate gli spaghetti.

Riunite gli scampi nella padella… 

…quindi la pasta scolata molto al dente, del prezzemolo fresco e spadellate aggiungendo quando serve dell’acqua di cottura.

Non sono riuscita a fare una foto del piatto…i miei commensali avevano troppa fretta! E  non è una bugia…

Spaghetti al pesto di tarassaco e pomodorini

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Tutti conosciamo il tarassaco, magari non sappiamo che si chiama così, ma è talmente diffuso che l’elenco dei nomi “volgari” é lunghissimo: dalle mie parti lo chiamiamo pissacan o castracan!

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Avete capito, sto parlando di qull’erba spontanea che racchiude un fiore giallo petaloso (!) che poi si trasforma in una palla da soffiare, il gioco di tutti i bambini sognatori!

Grazie alla mia mamma, ho imparato da bambina ad andare per campi a raccogliere il tarassaco, scegliendo i ciuffi più teneri, senza il fiore ma con il bocciolo (buonissimo),  magari lontano dalle strade e dalle viti. Sì perché il mio cruccio, quando mi accingo a raccogliere le erbe spontanee, é capire se il terreno possa essere inquinato da pesticidi, smog, ecc… Dubbio che non ho certo avuto passeggiando sui prati infiniti intorno ad Asiago, impreziositi dai crochi in fiore!

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Ed ecco che ho potuto a mia volta insegnare alle mie bimbe come raccogliere il tarassaco, in un gioco che poi è continuato a casa, durante la pulizia, alla ricerca di lumachine e bruchi che immancabilmente finiscono nel sacchetto!

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Sono emozioni indescrivibili: la memoria che riaffiora e mi fa ricordare all’improvviso quei gesti decisi e rassicuranti della nonna mentre pulisce i ciuffi: prima li gira sottosopra, poi li sbatte un pò, verifica le foglie e monda la radice, il minimo indispensabile per non perdere la dolcezza che racchiude…la terra sulle sue mani rugose ad inondare profumo di sapienza, di rinascita della vita dopo ogni inverno.

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Ma, tornando a noi, il tarassaco in cucina può essere usato in tanti modi, sia crudo che cotto. La nostra tradizione lo vuole lessato per circa 10-15 minuti e poi passato in padella con olio e aglio.

Io ho provato ad abbinarlo alla pasta, aggiungendo dei pomodorini dolci per compensare l’amaro. A dire il vero di amaro non c’era proprio nulla, ma questo è solo merito del luogo dove l’ho raccolto!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

  • una manciata di foglie di tarassaco lessate
  • una manciata di pomodorini
  • 350 g di spaghetti
  • uno spicchio d’aglio

Tagliuzzate le foglie di tarassaco già lessate. Mettete sul fuoco una padella con dell’olio evo e uno spicchio d’aglio, aggiungete i pomodori a pezzetti, salate e fateli appassire.

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Nel frattempo cuocete gli spaghetti.

Togliete l’aglio quando si è scurito e aggiungete il tarassaco.

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Scolate la pasta al dente e spadellate,  regolando di pepe.

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Aggiungete un filo di olio crudo e … gustate la primavera.