Risotto alle ortiche con Asiago mezzano

Oggi ho coinvolto le mie bimbe nel raccogliere erbe di campo: loro ortiche, io tarassaco. Armate di guanti fucsia ne hanno raccolto un bel sacchetto, cercando le foglie più piccole e sane. E con grande meraviglia del piccolino, quando lo convincevo che le ortiche una volte cotte non sono più urticanti, ne è uscito un buonissimo risotto, dal gusto di Natura: fresco, generoso, salutare.

Ingredienti per 5 persone (2  adulti e 3 bambini):

– 400 g di ortiche (con lo stelo)

– 1 litro di brodo vegetale

– 2 bicchieri di riso Vialone nano

– 1 porro 

–  burro 

– Asiago mezzano per mantecare

Per prima cosa preparate il brodo vegetale  (sedano, cipolla, carota).

Staccate le foglie di ortica dagli steli (sempre con i guanti) e lavatele bene.

In un tegame mettete un filo d’olio, quindi aggiungete le foglie di ortica e mezzo bicchiere d’acqua. Cuocetele per circa 10 minuti.

Nel frattempo affettate finemente il porro e fatelo appassire in un po’ d’olio.

Aggiungete il riso e fatelo tostare, quindi iniziate la cottura del riso con il brodo.

Dopo 5 minuti potete aggiungere le foglie di ortica, sminuzzate con un coltello o frullate se preferite un colore più uniforme del risotto.

A cottura quasi ultimata mantecate il risotto con del burro e dei cubetti di Asiago mezzano (se  di malga come il nostro ancora meglio!).

Ai bimbi è piaciuto, ai grandi anche di più: la soddisfazione di aver raccolto le ortiche passeggiando in relax gli dà ovviamente quel gusto ulteriore…da provare!

Spaghetti al pesto di tarassaco e pomodorini

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Tutti conosciamo il tarassaco, magari non sappiamo che si chiama così, ma è talmente diffuso che l’elenco dei nomi “volgari” é lunghissimo: dalle mie parti lo chiamiamo pissacan o castracan!

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Avete capito, sto parlando di qull’erba spontanea che racchiude un fiore giallo petaloso (!) che poi si trasforma in una palla da soffiare, il gioco di tutti i bambini sognatori!

Grazie alla mia mamma, ho imparato da bambina ad andare per campi a raccogliere il tarassaco, scegliendo i ciuffi più teneri, senza il fiore ma con il bocciolo (buonissimo),  magari lontano dalle strade e dalle viti. Sì perché il mio cruccio, quando mi accingo a raccogliere le erbe spontanee, é capire se il terreno possa essere inquinato da pesticidi, smog, ecc… Dubbio che non ho certo avuto passeggiando sui prati infiniti intorno ad Asiago, impreziositi dai crochi in fiore!

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Ed ecco che ho potuto a mia volta insegnare alle mie bimbe come raccogliere il tarassaco, in un gioco che poi è continuato a casa, durante la pulizia, alla ricerca di lumachine e bruchi che immancabilmente finiscono nel sacchetto!

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Sono emozioni indescrivibili: la memoria che riaffiora e mi fa ricordare all’improvviso quei gesti decisi e rassicuranti della nonna mentre pulisce i ciuffi: prima li gira sottosopra, poi li sbatte un pò, verifica le foglie e monda la radice, il minimo indispensabile per non perdere la dolcezza che racchiude…la terra sulle sue mani rugose ad inondare profumo di sapienza, di rinascita della vita dopo ogni inverno.

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Ma, tornando a noi, il tarassaco in cucina può essere usato in tanti modi, sia crudo che cotto. La nostra tradizione lo vuole lessato per circa 10-15 minuti e poi passato in padella con olio e aglio.

Io ho provato ad abbinarlo alla pasta, aggiungendo dei pomodorini dolci per compensare l’amaro. A dire il vero di amaro non c’era proprio nulla, ma questo è solo merito del luogo dove l’ho raccolto!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

  • una manciata di foglie di tarassaco lessate
  • una manciata di pomodorini
  • 350 g di spaghetti
  • uno spicchio d’aglio

Tagliuzzate le foglie di tarassaco già lessate. Mettete sul fuoco una padella con dell’olio evo e uno spicchio d’aglio, aggiungete i pomodori a pezzetti, salate e fateli appassire.

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Nel frattempo cuocete gli spaghetti.

Togliete l’aglio quando si è scurito e aggiungete il tarassaco.

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Scolate la pasta al dente e spadellate,  regolando di pepe.

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Aggiungete un filo di olio crudo e … gustate la primavera.

 

I Tirtlan pusteresi

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Pensando con allegra nostalgia alle vacanze estive in Val Pusteria mi sono detta che era giunta l’ora di provare un’altra ricetta della loro tradizione: i tirtlan, focaccine saporite e divertitenti da preparare.

Le abbiamo assaggiate la prima volta in un posto incantevole, a Malga Fanes, un borgo alpino idilliaco, a 1.739 metri di altitudine, circondato da prati e montagne, lontano dal traffico e dalla vita frenetica. Le 35 capanne risalgono al Medioevo e tali e quali sono rimaste: ci sono abitazioni, stalle, fienili, posti di ristoro, un caseificio e persino una piccola cappella.

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A fine agosto si svolge la Festa del latte con musica, laboratori e giochi per bambini e pranzo all’aperto per degustare tutti i prodotti tipici dell’Alto Adige: un’esperienza unica!

Si sale a piedi in mezzo al bosco lungo il Sentiero del latte, una facile passeggiata di circa un’ora durante la quale si possono scoprire dettagli interessanti sull’allevamento delle mucche e la produzione dei formaggi altoatesini, facendo anche delle piccole esperienze.

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E una volta arrivati si respira un’aria di festa semplice ed autentica, condita dai profumi invitanti delle pietanze preparate nelle varie baite del piccolo borgo.

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Se passate dalle parti di Valles, vi consiglio davvero di fare una visitina… ci guadagnano tutti i sensi!

Nel frattempo, ecco la ricetta di uno dei piatti tipici della Val Pusteria.

Ingredienti per circa 10 tirtlan (diametro 14 cm):

– 200 g di farina di segale

– 200 g di farina bianca 00

– 1 uovo

– 1 cucchiaio di olio

– 30 g di burro fuso

– 450 g di patate

– 450 g di ricotta

– 1 cipolla

– un mazzetto di erba cipollina

– 1 litro di olio di semi per friggere

Lessate le patate.

Setacciate le farine, quindi aggiungete l’uovo, un pizzico di sale, l’olio e il burro fuso. Se l’impasto fosse troppo asciutto aggiungete un po’ di latte o acqua. Impastate energicamente e formate una palla che lascerete riposare coperta per circa 30 minuti.

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Nel frattempo preparate il ripieno. Soffriggete la cipolla con un po’ di olio e acqua.

Passate al setaccio le patate, unite la ricotta e la cipolla, salate e pepate. Sminuzzate l’erba cipollina e aggiungetela secondo il vostro gusto.

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Stendete la pasta, con l’aiuto di un matterello, abbastanza sottile e ricavate dei cerchi della grandezza di una scodella. Mettete l’olio a scaldare.

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Adagiate del ripieno e bagnate con dell’acqua il bordo del cerchio, per sigillare la pasta con il secondo cerchio che sovrapporrete.

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Chiudete bene i bordi.

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Quando l’olio é ben caldo (intorno ai 180 gradi) friggete i tirtlan rigirandoli una volta.

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Fateli asciugare su della carta da cucina e serviteli caldi, tiepidi o anche freddi….sentirete che bontà!

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L’ultimo pesto dell’estate

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Se anche con voi il basilico piantato in primavera é stato generoso, é il momento di preparare l’ultimo – sigh! – pesto dell’estate…

Da quando, qualche anno fa, abbiamo provato a fare il pesto alla genovese con le nostre mani, non riusciamo più, purtroppo o per fortuna, ad apprezzare quello acquistato. In effetti prepararlo é semplice, il profumo é invitante, e non ci sono conservanti che ne alterano il sapore! Le bimbe ci aiutano a raccogliere le foglie e poi non vedono l’ora che la pasta sia cotta e nel piatto.

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Ingredienti per un vasetto da 250 ml

– 50 g di foglie di basilico

– 40/50 g di pinoli

– 30 g di parmigiano

– 30 g di pecorino

– 1 spicchio di aglio

– 200 ml di olio extra vergine di oliva

– un pizzico di sale grosso

Nel mortaio (o nel robot, facendo attenzione a non surriscaldare gli ingredienti) tritare l’aglio pelato con il sale e le foglie di basilico pulite e ben asciutte. Aggiungere i pinoli, quindi i formaggi grattugiati e, quando il composto é omogeneo, l’olio a filo.

Un accorgimento per non surriscaldare il composto é quello di raffreddare preventivamente gli ingredienti e gli attrezzi.

Il pesto si conserva in frigorifero per circa una settimana, e lo si può usare in tante ricette: con la pasta, nella pizza, sulla carne cotta alla griglia… sentirete che profumo!

Parmigiana di melanzane … km 0!

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Quest’anno il nostro orticello ha prodotto generosamente… forse grazie al tempo piovoso e fresco di questa strana estate!  Cosa può esserci di più buono di una parmigiana creata con melanzane, pomodori, cipolla e basilico appena raccolti?!

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Ingredienti per una pirofila per 4 persone

– 2 melanzane tonde

– 600 g di pomodori freschi (o 500 ml di passata di pomodoro)

– 3 mozzarelle da circa 100 g ciascuna

– mezza cipolla

– 1 spicchio di aglio

– parmigiano reggiano

– 1 mazzetto di basilico fresco

– sale, pepe, farina bianca e olio per friggere q.b.

Per prima cosa affettate le melanzane (spessore 3/4 mm) e, se avete tempo, cospargetele di sale grosso e lasciate riposare per almeno un’ora (poi ricordate i di lavarle e asciugare per bene).

Appassite con un po’ di olio la cipolla tagliata finemente e l’aglio schiacciato, quindi unite i pomodori privati della scorza (se non riuscite facilmente basta sbollentarli), salate e cuocete per circa un quarto d’ora. Aggiungete a cottura quasi ultimata delle foglioline di basilico fresco.

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Nel frattempo infarinate le melanzane e friggete da entrambi i lati. Sgocciolatele, salatele e adagiatele su della carta assorbente.

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Tagliate a fettine le mozzarelle ben sgocciolate.

Ora non resta che comporre la parmigiana … inizia la magia che si concluderà con il primo assaggio!

Disponete sul fondo della pirofila uno strato di melanzane, distribuite un po’ di sugo di pomodoro, alcune fette di mozzarella e delle foglie di basilico spezzettate. Spolverizzate con abbondante parmigiano e, se vi piace, con del pepe.

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Continuate così fino ad esaurire gli ingredienti, quindi infornate a 180/190 gradi per circa mezz’ora.

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Servitela calda, ma dopo aver atteso una decina di minuti con il forno spento perché i gusti si amalgamino bene!

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Frittata con la borragine

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La borragine é una pianta spontanea, che si trova facilmente nei campi e che può essere coltivata in vaso.

Aggiunta alle uova regala un sapore nuovo alla classica frittata!

Ingredienti per 2 persone

– una dozzina circa di foglie di borragine

– 4 uova

– 1 scalogno

– 4/5 cucchiai di grana padano grattugiato

– qualche fogliolina di maggiorana

– sale, pepe, olio extra vergine di oliva q.b.

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Lavate bene  le foglie di borragine per eliminare la peluria e tagliuzzatele. Mescolate le uova con il parmigiano e la maggiorana, salate e pepate.

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Mettete a soffriggere lo scalogno con dell’olio evo, aggiungete la borragine, fate insaporire qualche istante, quindi versate le uova e cuocete a fiamma vivace, girando la frittata con l’aiuto di un piatto.

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É un secondo perfetto, ma grazie al gusto particolare della borragine può essere un ottimo antipasto, servita a spicchi.

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Focaccia con Asiago e cipolla di Tropea al barbecue

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La pizza in estate si può benissimo sostituire con una focaccia saporita come questa: basta accompagnarla con qualche fetta di prosciutto crudo e una birretta fresca e otterrete il menù ideale per una cena all’aperto!

Ingredienti

– mezzo cubetto di lievito di birra fresco

– un bicchiere di acqua

– 1 cucchiaino di sale fino

– 2 hg di farina bianca manitoba

– 1 hg di farina di semola di grano duro

– 1 hg di Asiago fresco d.o.p.

– 1 cipolla rossa di Tropea

– olio extra vergine di oliva

– sale grosso, rosmarino q.b.

Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida, quindi aggiungete le farine e il sale fino e lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo. Fate una palla e mettete a lievitare al caldo in una ciotola ricoperta con un canovaccio umido per un paio d’ore.

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Stendete l’impasto su carta da forno con uno spessore di mezzo centimetro e farcite con la cipolla affettata e l’Asiago a tocchetti, delle foglie di rosmarino tritate e qualche granello di sale, premendo per far ben aderire gli ingredienti. Decorate con qualche foglia di rosmarino intera e versate un filo di olio.

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Cuocete sulla pietra ollare nel barbecue già caldo a 200 gradi.

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É buonissima anche riscaldata il giorno dopo… Se ne avanzate!

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