L’ultimo pesto dell’estate

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Se anche con voi il basilico piantato in primavera é stato generoso, é il momento di preparare l’ultimo – sigh! – pesto dell’estate…

Da quando, qualche anno fa, abbiamo provato a fare il pesto alla genovese con le nostre mani, non riusciamo più, purtroppo o per fortuna, ad apprezzare quello acquistato. In effetti prepararlo é semplice, il profumo é invitante, e non ci sono conservanti che ne alterano il sapore! Le bimbe ci aiutano a raccogliere le foglie e poi non vedono l’ora che la pasta sia cotta e nel piatto.

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Ingredienti per un vasetto da 250 ml

– 50 g di foglie di basilico

– 40/50 g di pinoli

– 30 g di parmigiano

– 30 g di pecorino

– 1 spicchio di aglio

– 200 ml di olio extra vergine di oliva

– un pizzico di sale grosso

Nel mortaio (o nel robot, facendo attenzione a non surriscaldare gli ingredienti) tritare l’aglio pelato con il sale e le foglie di basilico pulite e ben asciutte. Aggiungere i pinoli, quindi i formaggi grattugiati e, quando il composto é omogeneo, l’olio a filo.

Un accorgimento per non surriscaldare il composto é quello di raffreddare preventivamente gli ingredienti e gli attrezzi.

Il pesto si conserva in frigorifero per circa una settimana, e lo si può usare in tante ricette: con la pasta, nella pizza, sulla carne cotta alla griglia… sentirete che profumo!

Pasta alla Norma

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Ve la ricordate la vecchia banconota da 5.000 lire? Quella mezza paghetta che poteva bastare per tutto il fine settimana?! ? Forse non lo sapete ma il personaggio ritratto é il famoso compositore siciliano Vincenzo Bellini, nato a Catania nel 1801 e morto purtroppo giovane, a 33 anni, mentre era a Parigi, nel pieno della sua carriera artistica. Pensate che rimase sepolto a Pere Lachaise per oltre 40 anni vicino a Chopin e Cherubini, per venire acclamato da migliaia di concittadini al suo ritorno in patria.

Tornando alla banconota, nel retro troviamo una stilizzazione di una scena della Norma, Casta Diva, tratta dalla più celebre tra le opere di Bellini: la sacerdotessa che eleva la sua preghiera alla luna, le querce sacre e il tempio.

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Tutto questo per raccontarvi che la pasta alla Norma é legata a Bellini, alla sua arte e alla magia dei suoi personaggi. Si narra infatti che un giorno fu servito questo tipico piatto siciliano ad un gruppo di artisti che rappresentavano l’opera e il loro stupore fu talmente grande che, alla fine del pasto, esclamarono “Ma questa é Norma!” per esprimere la perfezione dell’abbinamento delle melanzane al pomodoro, un connubio speciale come quello di Catania per Bellini e la Norma.

Spero un giorno di assistere all’opera e di gustare il piatto in Sicilia, nel frattempo é così buono che vale la pena cuocerlo per le persone più care…come ho fatto io per festeggiare il mio compleanno!

La preparazione é un po’ lunga, ma ne vale la pena.

Ingredienti per 5 persone

– 2 melanzane

– 500 ml di passata di pomodoro

– 2 hg di ricotta affumicata (o ricotta salata, come vuole la ricetta originaria)

– una manciata di foglie di basilico fresco

– uno spicchio di aglio

– olio extra vergine di oliva

– sale e pepe

– 500 g di pasta (mezze penne o simile, a seconda dei gusti)

Lavate e affettate finemente le melanzane con uno spessore di 3/4 millimetri, quindi ponetele in uno scolapasta cosparse di sale grosso per eliminare il sapore amaro.

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Trascorsa un’ora circa sciacquate le melanzane e asciugatele bene.

Scaldate dell’abbondante olio evo in una padella  e friggete le melanzane, girandole da entrambi i lati.

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Quando sono dorate mettetele ad asciugare su della carta assorbente.

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Nel frattempo mettete l’acqua per la pasta sul fuoco e preparate il sugo, facendo rosolare l’aglio in un po’ di olio evo al quale aggiungerete la passata di pomodoro e 7/8  foglie di basilico.

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Tagliate le melanzane fritte a strisce conservando alcune fette per la decorazione e aggiungetele al sugo per insaporirlo, quindi salate e pepate.

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Scolate la pasta al dente e spadellate col sugo.

Infine impiattate aggiungendo la ricotta grattugiata, una fetta di melanzana e del basilico fresco.

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Medaglioni di bacalà alla vicentina su crema di Asiago

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Ingredienti per 4 persone

Per la pasta all’uovo

– 200 g di farina bianca 00

– 100 g di farina di mais

– 3 uova

– 1 pizzico di sale

Per il ripieno

– 1 ciotolina di bacalà alla vicentina (per la ricetta clicca qui)

Per la crema

– 150 g di Asiago fresco d.o.p.

– 20 g di burro

– 20 g di farina bianca

– 300 ml di latte fresco

– un pizzico di sale

– pepe e prezzemolo q.b.

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Questi golosi medaglioni mettono insieme tre prodotti della nostra tradizione culinaria: il bacalà, la polenta e l’Asiago… per questo sono molto contenta di essermi inventata questo piatto… anche se un po’ elaborato, è la mia migliore ricetta!

Per la preparazione del bacalà alla vicentina trovate la ricetta qui.

Per preparare la pasta all’uovo ho miscelato la farina bianca con la farina di mais, per dare rugosità ai medaglioni e richiamare la polenta, che è l’accompagnamento tipico del bacalà.

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Fate una fontana con le farine e il sale e mescolate le uova, prima con la forchetta e poi con le mani. Lavorate l’impasto per almeno una decina di minuti, sbattendolo sulla spianatoia per renderlo elastico.

Avvolgete il panetto in un panno umido  fate riposare in frigo per un’oretta.

Trascorso questo tempo mettete l’acqua sul fuoco per la pasta e tagliuzzate il baccalà, mettendo da parte il condimento liquido.

Stendete la sfoglia abbastanza sottile aiutandovi con l’apposita macchina e ricavate tanti cerchi con un coppapasta del diametro di 8-9 centimetri. Per quattro persone calcolate 4/5 medaglioni a testa, quindi 40 dischi.

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Adagiate un cucchiaino di bacalà al centro di metà dei dischi, appoggiate un altro disco e premete i bordi prima con le dita e poi con il manico di un cucchiaino per ottenere un disegno che richiama il bordo delle monete.

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Ora preparate la crema, facendo sciogliere il burro in un pentolino. Aggiungete la farina, mescolate bene e, dopo qualche minuto aggiungete il latte tiepido. Aggiustate di sale e cuocete fino ad ottenere una besciamella liquida, quindi aggiungete l’Asiago grattugiato.

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Nel frattempo lessate i medaglioni.

Versate un po’ di crema nel piatto, adagiate i medaglioni, cospargete con l’olio del bacalà e servite con una spolverata di pepe nero.

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Risi e bisi (riso con i piselli)

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Adoro i piselli e le ricette della tradizione veneta… Con questo piatto ho fatto l’en plein!!

Questa delizia, a metà tra un risotto e una minestra, fa parte dell’antica tradizione culinaria della Serenissima Repubblica di Venezia, diffusasi fino ai territori del vicentino. I piselli coltivati alle pendici dei Colli Berici, a Lumignano, in provincia di Vicenza, erano apprezzatissimi a Venezia e richiesti ogni anno per il pranzo offerto al Doge il 25 aprile, festa di San Marco, patrono della città.

É un piatto decisamente primaverile perché si può fare solo quando arrivano i piselli freschi, dei quali non si butta via niente: con i baccelli infatti  si ottiene il brodo, che conferisce il colore e il sapore tipici al piatto.

Ingredienti per 4 persone:

– 1 kg di piselli freschi ( con il baccello)

– 50 g di pancetta

– 2 bicchieri di riso Vialone nano

– un mazzetto di prezzemolo

– mezza cipolla

– olio extra vergine di oliva

– burro e grana padano per mantecare

Sgranate i piselli e metteteli da parte. Lavate i baccelli e metteteli a cuocere in abbondante acqua salata bollente fino a quando saranno teneri (circa mezz’ora). Frullateli e passateli al setaccio per ottenere il brodo.

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Fate imbiondire la cipolla sminuzzata in due cucchiai di olio evo e aggiungete subito del brodo per farla rimanere morbida. Insaporite assieme la pancetta tagliata molto sottile.

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Versate il riso e, dopo averlo tostato, del brodo caldo. Dopo 5 minuti aggiungete i piselli, il prezzemolo e continuate la cottura aggiungendo del brodo quando serve.

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Regolate di sale e pepe. A cottura ultimata mantecate con del burro e grana padano.

La tradizione vorrebbe il riso “brodoso” ma questo dipende dai gusti… sicuramente é da servire almeno all’onda!

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Che dolcezza….sembra di gustare la primavera nel piatto!

Risotto alle seppie e salvia ananas

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Con l’arrivo del caldo é un peccato rinunciare al risotto… la salvia ananas viene in aiuto perché con la sua nota “esotica” porta una ventata di freschezza, che si abbina benissimo al sapore delicato delle seppie.

La salvia ananas si trova nei vivai più forniti, é facile da coltivare e resiste anche all’inverno.

Le sue foglie si utilizzano fresche per insaporire piatti di pesce, insalate e macedonie; si possono friggere con la pastella o aggiungere nel the caldo. Fiorisce in tarda estate con fiori profumati rosso rubino commestibili, ottimi nelle insalate o nella decorazione di dolci.

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Ingredienti per 2 persone

– 2 seppie

– mezza cipolla bianca piccola

– un bicchiere di riso Carnaroli

– un mazzetto di foglie di salvia ananas

– 1 litro di brodo di pesce

– una noce di burro

Pulite le seppie e tagliatele a pezzettoni.

Affettate finemente la cipolla e soffriggetela con dell’olio extra vergine di oliva.

Aggiungete le seppie, fate rosolare, quindi irrorate con un mestolo di brodo caldo e continuate la cottura.

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Quando il brodo é rappreso aggiungete il riso e tostatelo per un paio di minuti.

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Proseguite la cottura aggiungendo il brodo quando serve.

Nel frattempo tagliate a julienne la salvia ananas e aggiungetela, assieme al burro, a fine  a cottura.

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Mantecate un paio di minuti, quindi servite decorando con delle foglie di salvia ananas.

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Tortelloni ricotta e spinaci su crema di zucca

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In questi giorni di pioggia la zucca é sempre un’ottima alleata per portare colore e dolcezza a tavola; si può fare in tanti modi e anche come crema é deliziosa, soprattutto se abbinata alla cannella!

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Ingredienti per 4 persone

– 500 g di zucca

– 300 g di tortelloni ricotta e spinaci (pasta fresca all’uovo)

– 20 g di burro

– 20 g di farina

– 300 ml di latte

– sale e pepe q.b.

– olio extra vergine di oliva

– cannella

Pulite la zucca e tagliatela a fette; mettete a cuocere in forno a 180 gradi finché risulterà morbida.

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Quando si é raffreddata frullatela finemente.

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Preparate una besciamella liquida: fate fondere il burro, aggiungete la farina e, dopo aver mescolato per un paio di minuti,  il latte, continuando la cottura per una decina di minuti.

Amalgamate infine la zucca frullata, regolate di sale e pepe.

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Nel frattempo mettete l’acqua sul fuoco per cuocere la pasta.

Servite i tortelloni su un letto di crema, aggiungendo un filo di olio evo e una spolverata di cannella.

 

 

Riso alla cantonese

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Oggi non é una grande giornata per i pic-nic (piove!), ma ho preparato ugualmente un piatto che sarebbe perfetto anche per una scampagnata. E poi, quel che conta, é avere una buona compagnia!

Ingredienti per 4 persone

– 1 tazza di piselli (freschi o surgelati ma non in scatola)

– 1 tazza di gamberetti sgusciati e lessati

– 1 fetta di prosciutto cotto tagliata a dadini (100 g)

– 2 uova

– 320 g di riso basmati

– olio di semi q.b.

Per avere un ottimo risultato é preferibile cuocere il riso con largo anticipo, anche 8 ore, e lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente.

Sciacquate velocemente il riso sotto l’acqua corrente. Calcolate una volta e mezza l’acqua (quindi per 4 persone 480 ml), mettetela sul fuoco vivace, senza salarla, aggiungete il riso e quando inizia a bollire abbassate la fiamma e fate cuocere fino a completo assorbimento. Utilizzate un coperchio di vetro per poter controllare la cottura senza aprire.

Dopo circa 10-12 minuti togliete il riso dal fuoco e lasciate raffreddare, sgranando i chicchi con una forchetta.

Lessate i piselli mantenendoli sodi e, separatamente, i gamberetti sgusciati (quando sono cotti affiorano).

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In un wok affettate finemente la cipolla, rosolatela con un po’ di olio, quindi aggiungete il prosciutto e i piselli per insaporirli.

Nel frattempo in un’altra padella preparate una frittatina con le due uova strapazzate, con un po’ di sale e pepe.

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Aggiungete il riso nel wok, salate e fate saltare a fuoco vivace: il riso deve sfrigolare, quasi friggere (se serve aggiungete dell’olio).

Alla fine aggiungete l’uovo spezzettato.

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É ottimo appena fatto ma anche dopo qualche ora, quando il riso si sarà ben insaporito.

Una curiosità: il nome di questo piatto deriva da Canton, ovvero la più grande città costiera del sud della Cina, che si trova nella provincia di Guangdong (Canton, appunto, in francese).

Bigoli in salsa alla veneta

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Oggi é Venerdì Santo e abbiamo attinto dalla tradizione veneta questo piatto di pesce semplice, povero ma dal gusto inconfondibile.

Ingredienti per 2 persone

– 250 g di bigoli freschi (grossi spaghetti all’uovo)

– mezza cipolla

– 5/6 sarde sotto sale

– olio extra vergine di oliva

– un mazzetto di prezzemolo

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Lavate bene le sarde per eliminare il sale e togliete le lisce e le pinne.

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Mettete l’acqua per la pasta sul fuoco.

In un tegame capiente mettete a soffriggere con abbondante olio evo la cipolla tagliata molto finemente senza farla dorate, quindi aggiungete un mestolo di acqua per bloccare la cottura.

Aggiungete le alici tagliate a pezzi e proseguite la cottura, con coperchio, aggiungendo un altro mestolo di acqua, fino a quando si saranno sciolte.

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Scolate i bigoli al dente e proseguite la cottura nella salsa, aggiungendo se necessario dell’acqua della pasta.

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Servite con del prezzemolo fresco sminuzzato.

 

Vellutata di zucchine con menta e zenzero

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Con questo tepore quasi estivo cosa c’é di meglio di una vellutata fresca e un po’ piccante? Il contrasto tra lo zenzero e lo yogurt é assolutamente da provare e sappiamo che questa radice originaria dell’Asia, chiamata anche ginger, é piena di qualità: scioglie i grassi, cura lo stomaco, migliora la circolazione sanguigna, allevia mal di testa e mal di denti, per citarne alcune.

Ingredienti per 2 persone

– 500 g di zucchine

– un mazzetto di menta

– 1 cucchiaio di yogurt bianco

– 3/4 mestoli di brodo vegetale

– una grattugiata di zenzero

– un peperoncino

– olio extra vergine di oliva

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Lavate le zucchine, tagliatele a fettine e mettetele a cuocere con un filo di olio evo e un peperoncino (facoltativo), con il coperchio.

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Quando sono cotte frullatele per qualche minuto.

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Aggiungete il brodo, lo zenzero, le foglie di menta tagliuzzare e aggiustate di sale.

Servite versando lo yogurt direttamente nel piatto.

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E’ buona calda ma anche fredda, buona salute a tutti!

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Spaghetti cacio e pepe

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Questa é la ricetta con meno ingredienti che conosca, ma non per questo il risultato finale é così scontato…occorre dosare l’acqua di cottura e il pecorino nelle giuste quantità per ottenere quell’unica, inconfondibile cremina che fa scivolare gli spaghetti in bocca 😉

A Roma e dintorni  sono, da tradizione, dei maestri nel cacio e pepe; in attesa di poterli gustare durante un prossimo viaggetto ce li prepariamo con goduria, perché ogni momento é buono per dire “se famo 2spaghi ?”!

Ingredienti per 2 persone

– 2 hg di spaghetti

– 80 g di pecorino romano grattugiato

– pepe macinato al momento q.b.

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Mettete abbondante acqua a bollire, salate (poco) e buttate gli spaghetti.

Scolateli molto al dente e conservate l’acqua di cottura.

Mescolate in una ciotola capiente gli spaghetti con quasi tutto il pecorino e due mestoli di acqua di cottura.

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Se vi sembrano troppo asciutti aggiungete ancora acqua e mescolate, finché risulteranno cotti.

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Impiattate e spolverate con il pecorino rimanente e abbondante pepe … se magna!