Cestini di meringhe

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Uno scrigno di meringa, della morbida crema pasticcera e la giusta asprezza dei frutti di bosco profumati di menta… il tutto, anche bello da vedere!

Servito con due forchettine lo immagino un dessert molto romantico!

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Ingredienti per 8 cestini

Per le meringhe:

  • 4 albumi di uova a temperatura ambiente
  • un pizzico di sale
  • 250 g di zucchero semolato
  • un cucchiaio di succo di limone

Per la farcitura:

  • 4 tuorli
  • 250 ml di latte
  • 75 g di zucchero
  • 20 g di maizena (amido di mais)
  • 1 cucchiaino di succo di limone
  • frutti di bosco e foglie di menta
  • zucchero a velo

Le meringhe vanno preparate per tempo, dato che non devono essere cotte ma solo asciugate, per rimanere chiare e lucide.

Separate bene gli albumi dai tuorli e iniziate a montarli nella planetaria o con una frusta elettrica, a velocità alta. Aggiungete lo zucchero a cucchiaiate e, dopo circa 10 minuti, quando la meringa sarà solida e cremosa, il succo di limone.

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In un foglio di carta da forno disegnate dei cerchi di circa 9 cm di diametro e girate il foglio. Con una sac à poche create i cestini, riempendo di meringa il fondo e poi i bordi per almeno 3 cm in altezza.

Dovreste avanzare un po’ di impasto per creare delle meringhette da usare poi come decorazioni (e per accontentare i bimbi che gironzolano curiosi…).

Infornate a 90 gradi per almeno 4 ore. Se vedete dell’umidità dentro al forno aprite ed asciugate.. l’umidità è nemica della meringa!

Mentre aspettate potete preparare la crema pasticcera.

Montate i tuorli d’uovo con lo zucchero finchè diventano spumosi, quindi aggiungete l’amido di mais.

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Scaldate il latte in un pentolino e togliete dal fuoco non appena accenna a bollire. Versate il composto di uova e zucchero senza mescolare e rimettete sul fuoco fino a quando il latte, bollendo, tenderà a ricoprire le uova.

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Spegnete il fuoco e mescolate velocemente con una frusta: in pochi secondi avrete la vostra crema densa e morbida, alla quale potete aggiungere il limone, sempre mescolando.

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Trasferite la crema in una ciotola affinchè si raffreddi.

Quando le meringhe saranno cotte e raffreddate, iniziate a comporre i cestini, con uno strato di crema pasticcera, la frutta e le meringhette, qualche fogliolina di menta e una spolverata finale di zucchero a velo.

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Gnocchi di patate viola con gorgonzola e noci

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Le patate viola sono una delle scoperte fatte ad Asiago: sono coltivate a Rotzo, uno dei sette comuni dell’Altopiano, a 900 metri di altezza.

Immaginate il divertimento dei miei bambini nel creare gnocchi viola! Stavolta abbiamo messo all’opera anche Giacomo… in versione Teletubbies!

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Ingredienti per 5 persone (2 adulti e 3 bambini):

  • 1 Kg di patate viola di Rotzo
  • 1 uovo
  • 2 cucchiaini di sale
  • farina bianca q.b.
  • 4/5 noci
  • 1,5 hg di gorgonzola dolce latte

Lessate le patate, quindi sbucciatele e schiacciatele con l’apposito attrezzo.

Aggiungete, nella spianatoia, l’uovo, il sale e la farina. Mescolate con una forchetta e poi impastate velocemente aggiungendo farina se necessario.

Stendete i rotolini, tagliateli dando la forma che più vi piace: le bimbe hanno preferito fare palline per il fratellino e la classica forma (utilizzando il retro della grattugia) per il resto della famiglia.

Mettete dell’acqua salata a bollire, quindi versate gli occhi, una porzione alla volta: quando affiorano sono pronti da condire.

Il gusto é molto delicato e si abbina ai classici condimenti: se vogliamo però fare un piatto piacevole anche per gli occhi ci sembra che una cremina di gorgonzola arricchita da noci spezzettate sia il massimo!

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Per ottenere le crema basta sciogliere il formaggio con un po’ di acqua di cottura per qualche minuto.

E a voi che condimento suggerisce il viola?

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Zuppa di finferle freschissime

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Ehhh già, l’autunno è alle porte, mi rendo conto che l’estate è volata e non sono più riuscita a condividere le nostre esperienze culinarie… sempre in giro e senza orari per i bimbi per andare a nanna! Non che ci mancasse l’ispirazione: dalle nostre vacanze in Puglia con tappe in Abruzzo, Basilicata e Umbria, abbiamo portato a casa sapori e ricette indimenticabili, assieme a paesaggi e culture che ci hanno affascinato e arricchito. Spero di condividere tutto a breve…

Nel frattempo, dicevamo,  le stagioni si susseguono inesorabili e noi siamo pronti per gustarle al meglio.

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Siamo in Altopiano di Asiago e si trovano facilmente funghi freschissimi e profumati.

L’aria è fresca e alla sera si ha voglia di qualcosa di caldo: ottime premesse per una zuppa dolce e colorata con le finferle fresche.

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Ingredienti per 6 persone:

– 500 g di finferle freschissime

– 100 g di burro di malga

– 100 g di farina bianca

– 2 litri di brodo vegetale

– cipolla, aglio e prezzemolo

– olio extra vergine d’oliva

– grana grattugiato

– crostini

Per prima cosa iniziate per tempo preparando un brodo vegetale (io ho usato sedano, carota e cipolla). In una pentola capiente sciogliete il burro di malga (possibilmente) e aggiungete la farina bianca. Mescolate con un frustino perchè non faccia grumi e cuocete finché la crema diventa scura.

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Aggiungete il brodo, mescolate ancora, aggiustate di sale e lasciate cuocere per circa un’ora.

Nel frattempo pulite i funghi, tagliateli a pezzi e metteteli in un tegame con un po’ d’olio, uno spicchio d’aglio, una cipolla piccola sminuzzata.

Mescolate a fuoco vivace, aggiungete mezzo bicchiere di vino bianco (o brodo vegetale se preferite) e attendete che evapori tutto il sugo.

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A questo punto togliete l’aglio e unite i funghi alla crema di burro e farina, aggiustate di sale e pepe, aggiungete del prezzemolo tritato e lasciate cuocere per un’altra oretta.

Servite con del grana grattugiato e crostini a piacere.

Buon autunno!

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Tagliatelle con i piselli freschi (lasagne coi bisi)

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Sono arrivati i piselli freschi, che bello non vedevo l’ora!

E quindi via ad aprire i baccelli tutti assieme raccontandoci della giornata per arrivare a una gustosissima … scorpacciata!

Quest’anno siamo riusciti a partecipare alla Sagra dei Bisi a Lumignano, una piccola località in provincia di Vicenza, ai piedi dei Colli Berici, famosa per la produzione di piselli (“bisi” in veneto) piccoli, dolci e precoci, come narrato in questo sito. I piselli sono veramente unici, così come l’ambiente naturale che fa da cornice al paese.

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A casa abbiamo replicato la ricetta tipica: le tagliatelle con i piselli, o meglio, le “lasagne coi bisi”.

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Ingredienti per 4 persone

– 500 g di piselli freschi sgranati

– 500 g di tagliatelle fresche all’uovo

– 2/3 fette di pancetta

– un mazzetto di prezzemolo fresco

– 1 spicchio d’aglio

– 1 cipolla

– olio extra vergine di oliva

– 50 g di burro

– parmigiano grattugiato

Tagliate finemente la cipolla e l’aglio e a tocchetti sottili la pancetta.

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Mettete a rosolare con l’olio fino a quando la cipolla diventa trasparente, quindi aggiungete i piselli risciacquati in acqua corrente e un paio di bicchieri d’acqua.

Salate, pepate e fate cuocere a fuoco moderato per circa un quarto d’ora.

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Nel frattempo mettete l’acqua sul fuoco per cuocere la pasta.

Mescolate ogni tanto i piselli e coprite se si asciugano troppo. Aggiungete verso fine cottura il burro e del prezzemolo tritato.

Scolate le tagliatelle quando sono ancora ben al dente, per spadellarle con il sugo di piselli.

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Una grattugiata di parmigiano, un filo d’olio e buon appetito!20150521_185757

Risotto primaverile … fragole protagoniste!

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Le fragole succose e mature sono buonissime anche nel risotto: non aspettatevi un gusto dolce, anzi sarà piacevolmente acidulo e frizzante, perfetto in primavera!

Ingredienti per 4 persone 

– 350 g di fragole mature

– 350 g di riso arborio o carnaroli

– 1,5 litri di brodo vegetale (carota, cipolla, sedano)

– mezza cipolla o uno scalogno

– 80 g di burro

– parmigiano grattugiato

– mezzo bicchiere scarso di vino bianco

– aceto balsamico

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Per prima cosa preparate il brodo vegetale, facendo cuocere le verdure per circa mezz’ora.

Tritate mezza cipolla o lo scalogno molto finemente e mettete a dorare nella casseruola con circa un terzo del burro.

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Versate il riso e fatelo tostare mescolando per alcuni minuti.

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Aggiungete il vino e fate sfumare completamente prima di versare brodo bollente, mano a mano che viene assorbito dal riso.

Continuate la cottura per dieci minuti.

Nel frattempo tagliate a cubetti le fragole, mettendone da parte una manciata per la decorazione.

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Aggiungere le fragole al riso e dopo 2-3 minuti mantecate con il burro rimasto e il parmigiano.

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Trasferite nel piatto, decorate con i pezzetti di fragola e con delle gocce di aceto balsamico.

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E ora stupitevi del risultato!

Meringhe … che bontà!

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Ora che ho scoperto quanto facile sia fare le meringhe, “ogni albume é buono” …

Imposto  il timer del forno prima di andare a dormire e al mattino sono bell’e pronte!

Ingredienti

– 4 albumi

– un pizzico di sale

– 250 g di zucchero semolato

– un cucchiaio di succo di limone.

Separate bene gli albumi dai tuorli (le uova devono essere a temperatura ambiente).

Aggiungete un pizzico di sale agli albumi e iniziate a montarli nella planetaria a velocità alta. Dopo qualche secondo aggiungete a cucchiaiate lo zucchero.

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Dopo circa 10/15 minuti, quando la meringa sarà cremosa e solida al punto giusto, aggiungete il limone e non appena sarà incorporato, spegnete.

A questo punto potete usare la vostra fantasia, creando le forme che più vi piacciono. Per me sono molto eleganti le meringhe create con semplici cucchiaiate, ma si può usare la sac a poche ed eventualmente aggiungere del colorante alimentare.

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Ora non resta che farle asciugare, a 90 gradi in forno per 4 ore.

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Sono buone anche così, ma se le unite due a due con della panna montata… Beh…

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Pavlova con fragole e margherite … bentornata primavera!

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Ecco un dolce tanto bello quanto buono, che ha tutto quello che si può volere per rallegrare il palato (per i miei gusti!): la cremosità della panna che affonda nella croccantezza della meringa, l’asprezza della frutta che contrasta con la dolcezza dello zucchero e il tocco di Primavera dato dalle margheritine!

Inoltre è anche facile da fare e basta variare la frutta per avere sempre una torta diversa.

Certo è necessario avere una planetaria per montare bene gli albumi e un po’ di ore a disposizione per far asciugare la meringa. Da oggi non butterò più gli albumi avanzati!

Ingredienti

– 4 albumi

– 220 g di zucchero

– 1 cucchiaio di amido di mais

– 1 cucchiaio di succo di limone

– 500 g di fragole (o altra frutta a piacere)

– 500 ml di panna da montare

– fiori per decorare o foglie di menta

Per ottenere un’ottima meringa é fondamentale separare bene gli albumi dai tuorli (uova a temperatura ambiente).

Iniziate a lavorare i tuorli nella planetaria a velocità elevata, aggiungendo lo zucchero a cucchiaiate.

Quando il composto inizierà ad essere denso aggiungete l’amido di mais e il limone filtrato.

La consistenza finale deve essere tale che alzando la frusta la meringa disegnerà il classico “becco”.

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Disegnate un cerchio su un foglio di carta da forno quindi sul retro adagiate la meringa facendo un piccolo incavo al centro.

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Fate asciugare in forno a 90 gradi per circa 4 ore. Il risultato sarà una meringa bianca e lucida.

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Fate raffreddare completamente e, poco prima di servire, farcite con la panna montata, la frutta e i fiori.20160522_115541.jpg

 

Bentornata primavera! Slurp!

Riso venere con mazzancolle, pesce spada e gamberone

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Se cercate un primo piatto veloce da preparare ma insolito, gustoso, raffinato e afrodisiaco, questa è la ricetta che fa per voi: ottima per una cenetta a due!

Ingredienti per 2 persone

– 200 g di riso venere

– 1 zucchina grande (o 2 piccole)

– 1 scalogno

– una manciata di code di mazzancolle (o gamberetti)

– una fetta piccola di pesce spada

– 2 gamberoni

– un mazzetto di erba cipollina.

Stappate una bottiglia di buon vino bianco come aperitivo…

Preparate per tempo le code di mazzancolle, sgusciandole, e a piccoli pezzi il pesce spada.

Affettate finemente lo scalogno e fatelo appassire in una padella capiente con un po’ di olio evo.

Tagliate a rondelle la zucchina e aggiungete in padella. Fate cuocere per qualche minuto.

Nel frattempo mettete l’acqua a bollire per cuocere il riso.

Aggiungete le mazzancolle alle zucchine, sfumate con un po’ di vino bianco; non appena hanno cambiato colore aggiungete il pesce spada e regolate di sale e pepe.

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Spadellate i gamberoni con un filo di olio evo.

Quando il riso è quasi cotto, scolatelo e spadellatelo con il pesce. Aggiungete alla fine l’erba cipollina tagliuzzata e servite con un filo di olio, aggiungendo il gamberone nel piatto.

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E la cena potrebbe anche finire qua!

 

 

 

 

Torta mimosa con gocce di cioccolato

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F E S T E G G I A M O C I !

Almeno una volta l’anno, prendiamo del tempo tutto per noi, scegliamoci un regalo, facciamo un viaggio con le amiche, lasciamoci coccolare e sorridiamo alla vita che ci ha voluto donne!!

E per festeggiare a tavola, prepariamo questa bellissima e tenerissima torta.

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Ingredienti

Per il pan di Spagna:

– 200 g di farina

– 200 g di zucchero

– 6 uova

Per farcire:

– 200 ml di latte

– 600 ml di panna fresca da montare

– 4 tuorli

– 75 g di zucchero

– 20 g di maizena (amido di mais)

– una tazzina di succo d’arancia

– una manciata di gocce di cioccolato

Per prima cosa ci dedichiamo al pan di Spagna: volendo anticipare un po’ la preparazione lo si può fare la sera prima.

Sbattete le uova con lo zucchero e mettetele in un pentolino: accendete il fuoco e scaldate mescolando fino ad arrivare alla temperatura di 45 gradi.

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Trasferite quindi in una planetaria e montate a velocità media per qualche minuto, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Questa fase é importante perché il Pan di Spagna crescerà grazie all’aria incorporata.

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Aggiungete la farina setacciata delicatamente per non far smontare il composto.

Distribuite su una tortiera imburrata e infarinata e cuocete in forno statico per 40 minuti a 180 gradi, senza mai aprire per evitare che si sgonfi.

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Lasciatelo raffreddare e nel frattempo dedicatevi alla farcitura.

Per preparare la crema pasticcera senza farina, montate i tuorli d’uovo con lo zucchero; quando diventano spumosi aggiungete l’amido di mais.

Scaldate in un pentolino il latte e 50 ml di panna fresca e togliete dal fuoco non appena accenna a bollire. Versate le uova senza mescolare e rimettete sul fuoco, fino a quando il latte, bollendo, tenderà a ricoprire il composto di uova e zucchero.

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A quel punto mescolate velocemente con una frusta e in pochi secondi otterrete una crema densa e morbida.

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Trasferite la crema in un contenitore perché si raffreddi e nel frattempo montate la panna rimanente.

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Amalgamate la panna alla crema, tenendo da parte una decina di cucchiai.

Aggiungete le gocce di cioccolato (o dei pezzetti di frutta a piacere).

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Tagliate il pan di Spagna in 4 dischi con l’apposito utensile dotato di filo.

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Utilizzate un disco intermedio per ricavare tanti piccoli cubetti che decoreranno la torta ricordando i fiori di mimosa.

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Bagnate il primo disco con del succo d’arancia (io non uso liquori perché non sono graditi ai bambini), ricoprite con della panna montata e quindi con uno strato di crema.

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Ricoprite con il secondo disco e procedete allo stesso modo di prima, esaurendo la panna montata e utilizzando un terzo della crema.

Terminate con il terzo disco che ricoprirete con la crema rimasta, anche nei bordi.

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Adagiate i cubetti di pan di Spagna e spolverizzate con dello zucchero a velo. Lasciate riposare in frigorifero per almeno un paio d’ore.

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Radicchio e fagioli (radici e fasioi)

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Ci sono dei sapori che stanno “magicamente” e inaspettatamente bene insieme: è il caso del radicchio rosso di Treviso col fagiolo, che, non per nulla, sono i protagonisti di questo piatto della tradizione veneta, per il quale esiste addirittura una confraternita! La zona di produzione di questo prezioso ortaggio, chiamato il Re dei radicchi, è ben definita, tra le province di Treviso, Padova e Venezia, lungo la linea delle risorgive che divide l’alta dalla bassa pianura padana.

Il radicchio rosso di Treviso tardivo è un prodotto di valore perchè richiede settimane di pazienti lavorazioni manuali: nasce come una semplice e amara cicoria, viene raccolto con le prime gelate di novembre e posto in vasche riempite con acqua corrente di risorgiva. E qui avviene la prima magia: l’imbianchimento e il risveglio dei germogli…

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Dopo 15 giorni, ottenuti i nuovi germogli, il radicchio è pronto per regalare quel gusto gradevolmente amarognolo e croccante che lo contraddistingue.

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L’origine di questa particolare tecnica di lavorazione si perde nel passato, tra racconti antichi e leggende che si fondono con la realtà, come la necessità dei contadini di conservare durante l’inverno la cicoria raccolta dai campi per salvarla dal gelo invernale. Trasferita nel tepore delle stalle, la pianta, anziché marcire completamente, conservava dei cuori dal gusto più buono e croccante. Avendo a disposizione molta acqua sorgiva, tipica dei territori trevigiani, i contadini avrebbero poi introdotto questo elemento fondamentale nel processo produttivo.

E ora che avete un’idea della storia del re dei radicchi, vi invito a provare questa semplice e autentica ricetta!

Ingredienti per 4 persone

– 4 cespi di radicchio rosso di Treviso igp

– 250 g di fagioli secchi (borlotti o cannellini)

– sedano, carota, cipolla

– 4 spicchi di aglio

– 4 filetti di acciuga

– un rametto di rosmarino

Mettete in ammollo i fagioli la sera prima, quindi risciacquateli e mettete a cuocere con le verdure e 2 spicchi di aglio, in abbondante acqua salata, finché risulteranno teneri (circa un’ora e mezza, o mezz’ora in pentola a pressione).

Lavate e tagliate il radicchio a pezzi di 3/4 centimetri.

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A cottura quasi ultimata dei fagioli, mettete a soffriggere in un po’ d’olio 2 spicchi di aglio schiacciati e il rosmarino (se vi piace aggiungete un peperoncino piccante). Quando l’aglio é dorato, toglietelo assieme al rosmarino e aggiungete le acciughe per farle sciogliere, a fuoco spento.

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Passate nel mixer ad immersione le verdure e i fagioli, tenendone qualcuno da parte se vi piace.

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Aggiungete il soffritto e mescolate.

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Versate la purea di fagioli sul radicchio e completate con del pepe macinato al momento e un filo di olio extra vergine di oliva.

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