Tortino dell’Altopiano di Asiago

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Stasera più che una ricetta mi piace postare questa idea, per un antipasto… sostanzioso o un secondo sfizioso, in onore della montagna che ci ospita in questi giorni!

Ingredienti per 4 persone

– 1 hg di speck di Asiago

– 1 hg di soppressa vicentina

– 2 hg di Asiago fresco d.o.p.

– 500 g di farina di mais (meglio Marano)

– 300 g di funghi surgelati (in attesa di poterli avere freschi)

– uno spicchio di aglio

– prezzemolo, sale, pepe q.b.

Preparate la polenta (i miei suggerimenti li trovate nel post “La polenta del cuore“).

Nel frattempo cuocete i funghi in una  padella, dove avrete scaldato dell’olio con uno spicchio di aglio. Aggiustate di sale e pepe e aggiungete alla fine del prezzemolo tritato.

Imburrate gli stampi per i tortini e spolverizzateli con un po’ di farina di mais.

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Quando la polenta é pronta e ancora semi liquida versatene un cucchiaio abbondante in ogni stampo, quindi adagiate un bel pezzo di Asiago e riempite ancora con la polenta.

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Infornate a 200 gradi per dieci minuti, quindi lasciate raffreddare per 2/3 minuti prima di rovesciare il tortino nel piatto.

Aggiungete gli affettati e i funghi e servite subito per permettere ai vostri commensali di scoprire quanto é buono l’Asiago fuso con la polenta!

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Pearà con il lesso

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La salsa pearà (pepata) è un piatto tipico veneto, anzi veronese, che la mia nonna di Roncà, piccolo paese ai piedi della Lessinia, preparava alla domenica, come da tradizione, assieme alla minestra di brodo e la carne lessa.
Le origini della pearà sono lontane, sembra che abbia iniziato a diffondersi nella seconda metà dell’800, quando la povertà nel Veneto coinvolse anche le famiglie nobili e la salsa entrò nei loro menù.
E c’é una cruenta leggenda, che ho raccontato alle bimbe lasciandole perplesse, secondo la quale l’inventore della pearà fu il cuoco del re longobardo Alboino, morto a Verona nel 572. Questo re uccise durante la conquista dell’Italia il re Cunimondo e fece un calice col suo cranio, poi ne sposò la figlia Rosmunda. Una sera, probabilmente ubriaco, re Alboino offrì da bere a Rosmunda in questo calice e lei, per la disperazione, si lasciò quasi morire di fame. Il cuoco, mosso a compassione, inventò una salsa nutriente e saporita per ridarle forza…che funzionò fin troppo, dato che Rosmunda e il suo amante Elmichi in seguito organizzarono una congiura e assassinarono Alboino!
L'assassinio di Re Alboino, Re dei Longobardi, di C. Landseer

L’assassinio di Re Alboino, Re dei Longobardi, di C. Landseer

Se volete approfondire la storia di questo piatto o sapere dove degustarlo se passate per Verona, vi consiglio questo simpatico sito: http://www.peara.it.
Nel frattempo, se volete prepararla da voi, ecco la ricetta.
Ingredienti per 4 persone
– 250 g di pane grattugiato
– 50 g di midollo di manzo
– 7 cucchiai di olio extra vergine di oliva
– 1 litro di brodo caldo
– sale e pepe (tanto) q.b.
Ingredienti per il brodo di manzo e il lesso
– 1 kg di carne di manzo (muscolo) con osso
– 1 pomodoro
– 2 coste di sedano
– 1 cipolla
– 2 carote
– 1 spicchio di aglio, del prezzemolo a piacere
Per prima cosa preparate il brodo lessando, in acqua fredda, le verdure e la carne che poi accompagnerete alla pearà.
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Il brodo deve cuocere per 2-3 ore coperto. Quando inizierà a bollire occorre schiumare con l’apposito mestolo.
A fine cottura regolate di sale e togliete la carne e le verdure dal brodo, che potete utilizzare, oltre che per preparare la salsa pearà, per minestre, semolino e risotti.
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Per preparare la salsa pearà togliete il midollo dalle ossa e fatelo sciogliere con l’olio in una pentola.
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Appena inizia a soffriggere aggiungete il pane a pioggia, mescolando bene per non fare grumi.
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Aggiungete il brodo caldo, poco alla volta. Salate e pepate abbondantemente, secondo i vostri gusti, coprite la pentola e lasciate cuocere a fuoco basso (meglio ancora se usate una piastra spargifiamma) per almeno due ore.
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Mescolate di tanto in tanto, aggiungete del brodo quando necessario e non preoccupatevi se nel fondo si crea una crosticina perché servirà a dare il caratteristico sapore di pane tostato alla salsa.
Alla fine potete aggiungere un paio di cucchiai di Grana padano grattugiato.
Servite la salsa caldissima con la carne lessa scaldata nel brodo e cosparsa di sale grosso.
Pronti per gustare i 1000 anni e più di storia!
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The Pearà (peppered) sauce is a traditional Venetian (more specifically, Verona) dish. My grandmother – who was from Roncà, a little town at the foot of the Lessini mountains – would make Pearà on Sundays, together with meat soup and boiled meat, as tradition goes.

Pearà’s origins go far back in time. It is told that it became a popular dish during the second half of the Nineteenth Century, a period when poverty in Veneto also hit noble families; the sauce then appeared on their menu.

The legend goes that Pearà’s inventor was the chef of Alboin, king of the Lombards, who died in Verona in 572. During the conquest of Italy, king Alboin murdered king Cunimund and made a cup out of his enemy’s skull, and later married his wife Rosmunda.

One day, whilst probably drunk, king Alboin demanded Rosmunda to drink from this cup and she, as a result and out of desperation, nearly let herself die of starvation. The chef, getting moved at this sight, invented a nutritious and tasty sauce to give her strength… which worked even too well, seeing that Rosmunda and her lover Elmichi later plotted against king Alboin and murdered him!

If you want to find out more about this dish, or know where it’s best to taste it if you pass by Verona, I recommend this nice website: http://www.peara.it

In the meantime, if you’d like to make it yourselves, here’s the recipe:

Ingredients for 4 people

– 250g of breadcrumbs

– 50g of beef bone marrow

– 7 tablespoons of extra virgin olive oil

– 1 litre of meat soup

– salt and pepper

Ingredients for boiled beef and soup

– 1 kg of beef (muscle) with bone

– 1 tomato

– 2 celery sticks

– 1 onion

– 2 carrots

– 1 garlic clove

– parsley

First of all, prepare the beef soup: boil the vegetables and the beef from cold water (use a fairly big pot). Leave the soup covered to simmer for 2-3 hours. Skim any foam that may rise to the top.

When cooked, add salt according to taste and take the beef and vegetables out of the soup. The soup can be used to prepare the Pearà sauce, as well as semolina soup and risotto.

To prepare the Pearà sauce, remove the bone marrow from the bone and melt it with olive oil in a frying pan.

As soon as it starts frying, add the breadcrumbs and stir carefully to avoid lumps.

Slowly add hot beef sauce. Add salt and pepper generously, according to taste. Cover and leave to simmer for at least two hours.

Stir periodically by adding soup when necessary. Don’t worry about the crust that may form at the bottom of the pan, it will give the sauce a nice ‘toasted’ taste.

At the end you could add a couple of tablespoons of grated Parmesan cheese.

Serve the sauce while it’s piping hot on top of the boiled meat scattered with a bit of salt. You are now ready to taste over 1000 years of history!

Risotto vegetariano

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Questo piatto ha una storia … a lieto fine! Doveva essere una ricetta “svuota-frigo”, invece ne é uscita una combinazione di gusti che non avevo mai assaggiato, con tutta la sua dignità! Una “Cenerentola in cucina”, insomma! Da rifare, e quindi ve la propongo.

Ingredienti per 2 persone

– 1 bicchiere di riso basmati

– mezzo peperone rosso

– mezzo peperone giallo

– mezza cipolla

– 1 zucchina

– 2 cespi di radicchio rosso tardivo

– 1 cucchiaino di paprika

– erba cipollina

– brodo vegetale

– olio evo q.b.

Mettete a soffriggere con un filo di olio evo la cipolla e i peperoni tagliati a cubetti.

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Dopo un paio di minuti aggiungete il radicchio a cubetti e la zucchina a rondelle.

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Mescolate, aggiungete sale, pepe e la paprika e lasciate insaporire a fuoco abbastanza vivace.

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Quando le verdure sono appassite versate il riso, fatelo tostare un paio di minuti e aggiungete il brodo mano a mano che serve. Ho scelto il riso basmati perché mi pare il più adatto, per non “legare” troppo con le verdure, ma nulla vieta di usare il classico Carnaroli o Vialone.

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A fine cottura io ho preferito non mantecare con il burro per lasciare il riso più “asciutto”, ma vedete voi.

Servite con dell’erba cipollina sminuzzata al momento.

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E visto che stiamo parlando di una “principessa”, ben ci stava una corona fatta con il radicchio!!!

 

Cup cakes del nonno

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“Come mai questo nome?”  Vi starete domandando…

Avete presente la famosa “Coppa del nonno”? Ecco, ho cercato di replicare quel sapore unico di cioccolato e caffè in questi cup cake, e il risultato é una bomba!

Ingredienti per circa 20 cup cake al cacao

– 200 g di farina 00

– 160 g di zucchero

– 90 g di cacao amaro in polvere

– 2 uova

– 180 ml di latte

– 3 cucchiai di olio di semi di mais

– 50 ml di acqua

– 1 cucchiaino di lievito per dolci

– 1 cucchiaino di bicarbonato

– un pizzico di sale

Ingredienti per la crema al burro al cioccolato e caffè

– 150 g di zucchero

– 170 g di burro a temperatura ambiente

– 100 g di cioccolato fondente

– 5 tuorli di uova medie/grandi

– 50 ml di acqua

– 1 cucchiaino di caffè solubile

Setacciate la farina con il cacao, il lievito e il bicarbonato.

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Trasferite nel robot e aggiungete le uova, il sale e lo zucchero.image

Continuando a mescolare unite l’acqua, il latte e l’olio.

Ottenuto un impasto omogeneo riempite a metà i pirottini che avrete disposto nello stampo per muffin e cuocete a 180 gradi per circa 20 minuti.

Sono già buoni così, ma se volete servirli come delle vere e proprie tortine dovete decorarli con una delle tante creme o glasse suggerite in rete dagli appassionati di cup cakes.

Io ho optato per una crema al burro che é un po’ complicata da fare e deve riposare in frigorifero per alcune ore. In cambio, però, ha un gusto delizioso…

Per prima cosa preparate lo sciroppo versando lo zucchero e l’acqua in un pentolino, che metterete sul fuoco dolce, mescolando ogni tanto fino a quando lo zucchero si sarà sciolto. Lasciate sul fuoco fino a raggiungere i 121 gradi (dovete usare un termometro da cucina).

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Mettete i tuorli nel robot e fateli montare, quindi aggiungete lo sciroppo di zucchero a filo fino a che si sarà completamente raffreddato.

Lavorate a parte il burro ammorbidito per renderlo cremoso, quindi aggiungetelo alla crema e montate ancora un po’. Versate il caffè solubile.

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria o nel microonde e quando é freddo aggiungetelo alla crema, amalgamando il tutto.

Mettete la crema in frigo per farla addensare e tiratela fuori solo nel momento in cui vi serve perché “teme” il calore!

Trasferite la crema in una sac a poche e … via con le decorazioni.

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In attesa che arrivi l’estate per fare il gelato…

Pasta e fagioli light

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La pasta e fagioli è un piatto tipico veneto (e non solo della nostra regione, visti gli ingredienti semplici) che veniva preparato soprattutto in inverno quando era disponibile la cotica e il grasso del maiale appena macellato… insomma, un piattino decisamente ricco e calorico!!

Oggi che non dobbiamo sfamare nessuno ma che al contrario dobbiamo mantenere il “peso forma”, oltre che le tradizioni, ho adattato la ricetta rendendola “light”: niente grassi, pasta integrale e tanto sapore dato solo dalle verdure e dai fagioli.

Ingredienti per 4 persone

– 250 g di fagioli borlotti secchi

– 2 carote

– 1 cipolla e mezza

– 1 spicchio d’aglio (facoltativo)

– 1 gamba di sedano

– 1 rametto di rosmarino

– 4 foglie di salvia

– 1 pomodoro maturo

– sale e pepe q.b.

– 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva

– prezzemolo e parmigiano a piacere

– 150 g di farina integrale

– 1 uovo intero e un tuorlo

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Per prima cosa lessate i fagioli per circa mezz’ora.

Nel frattempo preparate la pasta all’uovo integrale, miscelando la farina con le uova e un pizzico di sale. Aggiungete un cucchiaio di acqua se necessario.

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Formate un panetto e lasciatelo riposare avvolto nella pellicola per mezz’ora in frigorifero.

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Mettete a soffriggere con un cucchiaio di olio e due cucchiai di acqua la cipolla con il sedano. Dopo un paio di minuti aggiungete il pomodoro a pezzettoni.

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Aggiungete i fagioli, fate insaporire per un paio di minuti, quindi versate un litro di acqua. Aggiungete la salvia e il rosmarino, aggiustate di sale e pepe e lasciate sobbollire per circa mezz’ora.

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A metà cottura prelevate un po’ di verdure e frullate le rimanenti, per ottenere una crema, quindi unite le verdure non frullate e aggiungete acqua se necessario.

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Ora é il momento di tagliare la pasta: tirate una sfoglia non troppo sottile, arrotolatela e tagliate a fettine per creare delle tagliatelle “rustiche”.

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Cuocete la pasta nella minestra e servite con del parmigiano grattugiato e prezzemolo fresco a piacere.

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Crêpes alla Nutella

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Le crêpes alla Nutella sono un “momento dolce” che ci sta sempre… a fine cena, per merenda o per una bella colazione energetica prima di una giornata sugli sci! E poi sono facili e veloci: la pastella si può preparare in anticipo e conservare in frigorifero fino a un paio di giorni e quando si devono farcire si può chiedere aiuto anche alle bimbe.

Ingredienti per 6 persone

– 250 g di farina

– 3 cucchiai di zucchero

– 3  uova

– 500 ml di latte

– 1 pizzico di sale

– Nutella per farcire

– zucchero a velo o cacao in polvere e panna per decorare

Preparate la pastella mescolando con un frustino lo zucchero, le uova e il latte.

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Aggiungete la farina a pioggia e per ultimo il sale. Lasciate riposare la pastella per mezz’oretta.

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Scaldate una padella e sciogliete una piccola noce di burro (dalla seconda potete anche fare a meno di usare il burro).

Versate un mestolo di pastella e distribuitela bene (basta ruotare velocemente la padella).

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Quando i bordi sono cotti e si staccano facilmente, girate la crêpe e terminate la cottura.

Trasferite in un piatto e farcite per metà con la Nutella.

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Chiudete la crêpe, spolverizzatela con zucchero a velo o cacao e servitela con qualche ciuffo di panna, se vi piace. L’importante é gustarla calda!

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E se a qualcuno non piacesse la Nutella (!) si può farcire con la marmellata o la panna, anzi … potrebbe essere un’ottima idea per una degustazione di crêpes!

Bigoli all’amatriciana

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Ho dei bìgoli (i nostri grossi spaghetti, della tradizione veneta) fatti in casa e voglia di un sughetto piccante e saporito… Amatriciana, aggiudicato!

La ricetta originale prevede gli spaghetti (o i bucatini a Roma) ma personalizzare e “mescolare” le ricette é più divertente e il gusto spesso ci guadagna.

Ingredienti per 2 persone

– 200 g di bigoli

– 80 g di guanciale

– 250 ml di passata di pomodoro

– peperoncino (a piacere)

– aceto di vino (mezzo bicchiere scarso)

– olio evo

– pecorino grattugiato (di qualsiasi regione, basta che sia delicato, noi abbiamo usato quello sardo, ottimo!)

Eliminate la parte più dura delle fette di guanciale e tagliatelo a listarelle.

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Mettete a soffriggere il guanciale in una padella con dell’olio  evo caldo. Aggiungete il peperoncino spezzettato.

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Quando la parte grassa del guanciale diventa trasparente sfumate con un po’ di aceto di vino. Fate evaporare bene e quindi togliete il guanciale e tenetelo da parte.

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Nel frattempo mettete a bollire l’acqua per la pasta.

Aggiungete la salsa di pomodoro nell’olio dove avete fatto soffriggere il guanciale  e cuocete per circa un quarto d’ora.

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Scolate la pasta al dente e trasferite nella padella con il pomodoro, aggiungete il guanciale e mescolate bene.

Servite con abbondante pecorino grattugiato.

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E lasciatemelo dire… W l’Italia, dal nord al sud, isole comprese… sicuramente a tavola siamo imbattibili!!!!

Merluzzo con patate e olive nere

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Il merluzzo é uno dei pesci preferiti dalle bimbe. Cotto con le patate e le olive nere acquista un sapore molto delicato, che può essere “rinvigorito” da una manciata di capperi, se vi piacciono.

Ingredienti per 4 persone 

– un merluzzo filettato (800 g circa)

– 3 patate medie

– una manciata di olive nere

– una tazza di passata di pomodoro o 250 g di pomodorini

– sale, pepe, olio evo q.b.

– origano

Sbucciate le patate e tagliatele a fette. Fatele cuocere in padella con dell’olio evo.

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Quando manca poco al termine della cottura aggiungete il pomodoro, il merluzzo, le olive e l’origano.

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Regolate di sale e pepe e girate il merluzzo un paio di volte molto delicatamente, continuando la cottura con un coperchio.

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Servite con un filo di olio extra vergine di oliva.

 

Zuppa di cipolle dorate

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Ieri dal fruttivendolo mi sono fatta tentare dalle cipolle dorate, ne aveva di bellissime, francesi, adatte per la “soup à l’oignon”, tipico piatto della cucina francese..appunto.

Ho rivisto secondo i miei gusti la ricetta e il risultato é delizioso. Appena messa sul fuoco  la cipolla sprigionava un profumo  rotondo e dolce, da far venire l’acquolina in bocca!

É proprio vero: sono le ricette più semplici fatte con le materie prime migliori a dare le soddisfazioni più grandi … in cucina così come nella Vita!

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Ingredienti per 4 persone (2 adulti e 2 bambini)

– 500 g di cipolle dorate (se francesi meglio)

– 60 g di burro

– 1 cucchiaino di zucchero

– 1 cucchiaio di farina bianca

– 1 litro di brodo vegetale o di manzo

– 100 g di Asiago d.o.p. fresco saporito

– pepe, sale q.b.

– 8/12 fette di pane (baguette se volete rispettare la tradizione)

Sbucciate e affettate sottilmente le cipolle.

Fate sciogliere il burro in un tegame capiente e trasferite le cipolle.

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Lasciate cuocere per 10 minuti a fuoco basso, aggiungete lo zucchero e continuate la cottura a fuoco moderato per non farle scurire.

Quando diventano leggermente dorate aggiungete la farina setacciata.

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Mescolate bene per qualche minuto, quindi aggiungete il brodo, mano a mano che serve. Lasciate sobbollire per circa mezz’ora.

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A fine cottura regolate di sale e pepe.

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Trasferite la zuppa in piatti adatti al forno.

Abbrustolite le fette di pane e adagiatele sopra la zuppa.

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Versate abbondante formaggio grattugiato (la ricetta francese prevede il groviera ma per noi l’Asiago é il migliore formaggio al mondo!) e gratinate per pochi minuti in forno caldissimo a 250 gradi.

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Servite subito e…

Bon appétit!